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Regolarizzazione stranieri: l’esercito dei truffati

Risultano essere e migliaia, senza contare quelli la cui storia ancora non è uscita allo scoperto e che vedrà la luce nei prossimi mesi, i lavoratori stranieri truffati per ottenere un permesso di soggiorno; la sanatoria per i lavoratori immigrati che riguardava colf e badanti, e che presentava comunque limiti ben delineati quali ad esempio quello del numero di regolarizabili per singolo nucleo familiare, era stata vista come un progetto utile per far emergere i molti lavoratori in nero del settore.
Come ogni buona regola che si rispetti, soprattutto quando si parla di Italia, in molto hanno tentato di rientrare in questa sanatoria dalla porta secondaria non essendo riusciti ad imboccare quella principale e sono finiti vittime di truffe e raggiri; ecco come funzionava il meccanismo.
I malcapitati trovavano italiani ben disposti a recitare la parte di datori di lavoro fittizi che quindi presentavano la domanda di regolarizzazione, il tutto naturalmente facendosi pagare migliaia di euro per il disturbo. A quanto risulta erano nate vere e proprie agenzie oltre che figure di mediatori con lo scopo di procacciarsi ‘clienti’ in cerca di permessi di soggiorno.

 

La truffa dei datori di lavoro:

Il meccanismo ben oliato ha iniziato ad incepparsi quando qualche ‘datore di lavoro’, come si conviene alle persone in preda ad umane passioni, inebriato dall’ opportunità di sviluppare il business ha presentato più domande intestate allo stesso nominativo moltiplicando in questa maniera i propri introiti. Diversi Sportelli Unici per l’Immigrazione di varie prefetture italiane hanno segnalato queste anomalie alla polizia che è adesso al lavoro per venire a capo della vicenda e scoprire i protagonisti del raggiro.
Il caso più emblematico, come si legge nel portale “Stranieri in Italia.it”, è venuto alla luce a Reggio Emilia dove ben 46 datori di lavoro e 210 immigrati sono stati denunciati; per quanto riguarda gli stranieri si trattava per lo più di giovani impiegati nel settore dell’edilizia, altro campo da sempre pregno di immigrati impiegati in nero, che sono stati raggirati da falsi mediatori o agenzie che avevano promesso la regolarizzazione con lo status di colf.
Dai tremila ai quindicimila euro la cifra che hanno dovuto sborsare per questo ‘servizio’ che si è rivelato in seguito una truffa colossale e per vedersi aggiungere al danno anche la beffa; se dovessero infatti subire anche una condanna per i reati di truffa e falso, verrebbero espulsi dall’Italia quasi certamente senza possibilità di farvi ritorno.

 

Il circolo di illegalità sugli immigrati:

D’altra parte, come noto, ottenere un permesso di soggiorno qui in Italia in maniera lineare e con i flussi di ingresso è un percorso piuttosto lungo ed irto di ostacoli e questo porta diversi lavoratori stranieri a vivere nella clandestinità spesso sotto scacco di datori di lavoro ben disposti ad approfittare di tale condizione.
Di contro, chi organizza queste truffe può contare sullo stato di necessità e di disperazione dei malcapitati i quali non possono neanche andare a denunciare il torto alle autorità, pena il rimedio di un decreto di espulsione diretto che subirebbero.
Nasce quindi un circolo di illegalità che si auto-alimenta e che vede al suo interno gli sfruttatori arricchirsi sempre più speculando su questa situazione, e gli immigrati esserne le vittime raggirate e convinte ad investire i risparmi di una vita salvo poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.
Fermare questo meccanismo che genera illegalità su illegalità è tutt’altro che facile, inutile nasconderlo; non basterebbero neanche controlli più severi, seppur sarebbe già un passo importante. Alla base di tutto è richiesta come sempre maggior competenza nel trattare i problemi; una programmazione della politica delle immigrazioni e maggior chiarezza partendo dalla base della questione ed evitando in questo modo di dover ricorrere a sanatorie dell’ultima ora sarebbero già un buon risultato.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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