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Italia: in aumento la povertà assoluta

Aumenta l’incidenza della povertà assoluta in Italia; numeri drammatici quelli forniti dall’Istat nel corso dell’ultimo rilevamento sulla povertà in Italia riferito al 2013. Anno in cui, sempre secondo l’istituto di statistica nazionale, 1 italiano su 3 è finito in condizione di povertà.
Nello specifico, il 12,6% delle famiglie italiane è in condizione di povertà relativa mentre il 7,9% è in povertà assoluta: ci si riferisce qui alle famiglie. Parlando invece di soggetti singoli, le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (oltre 10 milioni di soggetti), quelle in povertà assoluta sono il 9,9% della popolazione (circa 6 milioni). Ricordiamo brevemente la differenza che vi è tra povertà assoluta e povertà relativa:
La povertà assoluta fa riferimento a necessità fisiologiche di base, come bisogni primari, fabbisogno alimentare minimo, disponibilità di beni e servizi essenziali per la sopravvivenza. La povertà relativa è legata agli standard di vita di una data comunità ed è quindi ‘relativa’. Per l’appunto. il parametro va quindi a esprimere le difficoltà di fruire di beni e servizi relativamente al livello economico medio di vita di un dato ambiente o di una data nazione.

Incidenza di povertà in Italia

I dati diffusi dall’Istat sono altamente preoccupanti: e va detto che nel meridione la situazione è ancor più eclatante con regioni quali Sicilia e Calabria dove un terzo delle famiglie vive in uno stato di povertà assoluta. Anche il dato sulla povertà relativa è importante al sud Italia: si attesta al 26% rispetto al 6% del Nord e al 7,5% del Centro.
L’incidenza della povertà assoluta è aumentata nel corso di un anno passando dal 6,8% al 7,9%; sono 206 mila persone in più che, rispetto al precedente anno, sono state risucchiate dalla povertà. Un po’ più stabile l’indice di incidenza riferito alle famiglie.
I dati di cui sopra si riferiscono al 2013 e sono i peggiori dal 2005, anno in cui per la prima volta fu avviato questo rilevamento. Andando ad analizzare alcuni dati delle singole regioni, quella con il maggiore tasso di povertà risulta essere la Sicilia: il dato si attesta al 32,5%. Seguono la Calabria con il 32,4%, la Sardegna con il 24,8%, la Puglia con il 23,9% e la Campania con il 23,1%.
Dalla parte opposta della classifica le regioni con il tasso di povertà più basso sono il Trentino Alto Adige, con appena il 4,3% di incidenza; l’ Emilia Romagna con il 4,5% e la Toscana con il 4,8%. Da segnalare che il tasso di incidenza medio a livello nazionale è del 12,6%.

Bambini e povertà

Bisogna naturalmente calcolare che non si può, come ovvio, tenere conto dei redditi derivati da attività illecite; e non sono pochi i casi di persone che risultano essere nullatenenti o sotto la soglia di povertà salvo poi gestire attività che portano guadagni in nero.
Ultimo dato interessante e specchio della condizione italiana è quello diffuso da una analisi della Coldiretti; da questa emerge che in Italia ci sono circa 500mila bambini con meno di 5 anni che, sempre nel corso del 2013, hanno avuto bisogno di un aiuto per poter semplicemente accedere ad alimenti di prima necessità compreso il latte.
L’incremento di questo dato è stato sorprendente, più 13% rispetto all’anno precedente. Il dato arriva direttamente dalle elaborazioni Coldiretti sulla relazione sul ‘Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2013’e certifica una situazione altamente preoccupante.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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