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Manovra finanziaria e giochi di parole

Sulla manovra finanziaria appena licenziata dal Consiglio dei ministri si sta scatenando un piccolo putiferio di parole che potrebbero dare impulso all’ideazione di un gioco con cui sbizzarirsi spensieratamente nei momenti sottratti allo stress quotidiano.
Parliamo di gioco, in quanto teniamo bene a mente i concetti espressi da Descartes a proposito delle parole: “Le parole che possediamo hanno quasi solanto significati confusi, ai quali lo spirito degli uomini essendosi di lunga mano avvezzato, ciò è causa che non capiscono quasi nulla perfettamente”.
Vediamo se quanto scritto da questo grande maestro è vero, immettendoci per gioco dentro il mondo delle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore da vari noti personaggi della politica, sulla novità del giorno.
Cominciamo con Tremonti che, parlando al forum dell’Ocse, ha detto: “Siamo a un tornante della Storia, non siamo in una congiuntura economica. L’intensità dei fenomeni che vediamo è storica e sta modificando la predisposizione dell’esistenza, dell’economia e della politica… Sono fiducioso che i numeri andranno bene a Bruxelles… La crisi è come essere in un videogioco. Arriva un mostro, lo sconfiggi, e quando stai gioendo per il successo ne arriva subito un altro“.

 

Opinioni dei politici sulla manovra finanziaria:

A Tremonti segue il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bonaiuti: “Ancora una volta stamani molti quotidiani si dedicano a un vero e proprio festival della bugia, attribuendo al presidente del Consiglio frasi che non ha mai pronunciato“. E’ la volta del PD: il giudizio rimane negativo. Lo stato maggiore del partito democratico si riunisce per una valutazione sulla manovra e conferma le forti perplessità della vigilia.
Interviene Brunetta: “Sciopero Cgil? Non è una novità. Se oggi la Cgil dovesse indire uno sciopero sarebbe il quinto o sesto sciopero generale. Ne prendiamo atto con grande equilibrio“.
Quindi ecco Fini: “No a interventi congiunturali. La nostra prima preoccupazione deve essere quella di non ripetere l’errore di interventi congiunturali della riduzione della spesa e di non riproporre politiche di sostegno pubblico della crescita economica, che, in passato, si sono rivelate un fattore distorsivo della nostra economia“. Si fa sentire anche Di Pietro: “Una manovra finanziaria a misura della cricca e che colpisce i soliti noti, i più deboli”. E torna a chiedere le dimissioni dell’esecutivo.
Quindi è la volta di Storace: “La finanziaria è leghista. Basti pensare al numero ridicolo di provincie messe in discussione e alla mazzata su Roma capitale. Il centrodestra romano rifletta su un accerchiamento che pagheranno i cittadini“. Ecco Maroni: “Sono momenti difficili, che pero’ possiamo e dobbiamo superare con misure coraggiose come quelle che sono state approvate dal Consiglio dei ministri. I tagli non toccheranno la sicurezza. Per le forze di polizia ci saranno sacrifici, ma c’è la certezza che i tagli non toccheranno quelle misure essenziali per garantire la sicurezza dei cittadini“.

 

Anche i Sindacati dicono la loro:

Intanto Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, fa sentire la sua voce: “Questa volta è una manovra finanziaria più equilibrata del solito: pagano di più la politica e gli evasori“. E’ il momento del presidente dell’Istat, Enrico Giovannini: ” La manovra approvata dal consiglio dei ministri è necessaria per contenere i rischi di instabilità“. Mentre Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, tuona: “La manovra finanziaria varata dal governo è arrabbattata e deprime i consumi e la crescita”. 
Interviene anche il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn: “La manovra finanziaria italiana è un contributo alla credibilità dell’eurozona“. Segue il sindaco di Roma, Alemanno: “Non è vero che la Lega ha preso tutto“. Intanto il presidente della regione Liguria, Burlando, urla: “Vogliono costringerci a tagliare la sanità“. Si associa la regione Umbria, attraverso l’assessore alle politiche della casa e ai lavori pubblici, Stefano Vinti: “Non possiamo accollarci gli errori del governo. I nostri cittadini non possono accollarsi la cattiva gestione del governo centrale che ancora una volta si trincera dietro esigenze di rigore per giustificare una stangata vera e propria“.
E l’ex ministro PD Tiziano Treu: “Tagli inutili, occorre colpire le rendite, come ha fatto Cameron. Due sono i pilastri su cui deve reggersi la manovra finanziaria : rigore e sviluppo, perchè i tagli indifferenziati, oltre a essere iniqui, sono inutili”.
E’ il momento di Ettore Rosato del PD: “Tremonti ha due facce: predica il federalismo e fa intendere alla Lega che questo governo lo farà, ma poi presenta una manovra che colpisce mortalmente le regioni e gli enti locali che per mantenere servizi e assistenza saranno costretti a far pagare ai cittadini costi elevatissimi”. 

 

Minacce di sciopero contro la Finanziaria:

C’è anche il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, che afferma: “L’italia sta andando nella giusta direzione“. E’ il turno del presidente della regione Piemonte, Roberto Cota: “Oggi non è il tempo di pensare ai propri interessi di bottega. E’ chiaro che anche le Regioni subiscono un taglio, ma tutti dobbiamo rimboccarci le maniche, non ci sono alternative“. 
L’associazione Nazionale magistrati intanto ruggisce: “Sciopero contro la manovra finanziaria“. E l’ex sindaco di Roma, Rutelli rincara la dose: “Stangata della Lega su Roma! Queste misure non mantengono l’impegno a un contributo finanziario e richiedono pesanti aumenti delle tasse per i romani, le famiglie, le imprese”. 
Per il presidente dei deputati PD, Dario  Franceschini: “Pagano i soliti“. Dai primi elementi che escono in un’altalena di annunci e ritirate, la valutazione del Pd è assolutamente negativa: pagano i soliti, si tende a colpire il lavoro dipendente e il pubblico impiego, c’è un mega-condono dichiarato”. E prosegue Confindustria, la presidente Emma Marcegaglia, tranquillizza: “Aspettiamo per dare un giudizio. Lavoriamo per capire quanto ci sia di strutturale e quanto di misure temporanee”.
Il ministro Alfano intanto: “È stato chiesto un sacrificio al Paese in un momento di crisi mondiale. Non conosco le posizioni dei magistrati, ma voglio sottolineare che questa manovra richiede un sacrificio al paese nel momento in cui bisogna fronteggiare una crisi che non è italiana ma è mondiale.”  
Lasciamo ai nostri lettori giudicare se Descartes aveva ragione o meno. Noi intanto consigliamo di tenersi allacciati forte i pantaloni, soprattutto dalla parte di dietro. In genere, esperienza insegna, questi giochi di parole non promettono niente di buono. Ricordatevi cos’ha detto Eugene Ionesco, a questo proposito, nella sua opera Jacques ou la soumission:  “O parole, quanti delitti si commettono in vostro nome!”.

Pubblicato in Satira

Scritto da

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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