Seguici su:

-- La Vera Cronaca - Giornale online di inchieste, sociale, approfondimento politico e cronaca nera --

In primo Piano

Le nuove direttive per imposte di registro, ipotecarie, catastali e di bollo

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2/E, un documento guida...

Disturbi alimentari: una realtà complessa. Crescono in Italia

I disturbi alimentari (DCA) rappresentano un insieme di condizioni psicologiche ...

Cura del cane e problema dei costi: come ridurre la spesa

Prendersi cura di un cane richiede attenzione, impegno e inevitabilmente comport...

Incentivi pubblicità su stampa e web, al via credito d’imposta

Il settore dell’editoria e della comunicazione accoglie con favore l’...

Sicurezza digitale: crescono crimini informatici in Italia nel 2024

Il panorama della sicurezza digitale nel 2024 si tinge di tinte fosche, con un i...

Bonus bollette, come funziona lo sconto per le famiglie

Il governo italiano ha varato un pacchetto di interventi volti a mitigare l̵...

Cresce la domanda di corsi online: quali sono i più richiesti

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una vera e propria esplosione nella doman...

Carne coltivata, una rivoluzione nel piatto. Tutto quello che c’è da sapere

La carne coltivata, spesso definita “sintetica” o “in vitro...

Terapie laser in medicina, quali sono i rischi

Le terapie laser sono diventate sempre più diffuse in medicina grazie alla loro...

Gas, ancora aumenti in bolletta

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha annuncia...

La salute mentale in Italia: numeri e sfide

In Italia, una persona su sei deve affrontare disturbi psichiatrici, con ansia e...

Cremazione animali, cosa dice la legge e quali sono i costi

La cremazione degli animali da compagnia è una pratica sempre più diffusa in I...

Acciaio sinterizzato, quali vantaggi per ambiente ed economia

I processi di lavorazione dell’acciaio sono indispensabili per produrre parti ...

Referendum: Italia al voto su lavoro e cittadinanza, no autonomia differenziata

Gli italiani saranno chiamati alle urne tra aprile e giugno per esprimersi su ci...

Acquisti online, consigli per farlo in sicurezza

Lo shopping online ha stravolto le abitudini dei consumatori di ogni latitudine ...

Articoli più letti

Sito gemellato con:

Lucidamente

Seguici su Facebook

Satira

Letto 9375 Volte
Condividi

Canova, il Cavaliere e… le Tre Grazie

Antonio Canova è stato senza dubbio uno dei più grandi artisti italiani, capace di realizzare sculture divenute nel tempo vere e proprie icone del talento nostrano. Veneziano di adozione e di morte, soggiornò a lungo a Roma, ospite in principio di lungimiranti mecenati che proprio a Palazzo Venezia gli offrirono l’accoglienza che spetta ad un maestro.
E a Roma, tra le altre, Canova realizzò una delle sue più celebri opere, la scultura delle tre grazie, “figlie” di Zeus e simbolo di splendore, gioia e prosperità. Tre donne ultraterrene e seminude che si abbracciano in atteggiamenti che oggi, meno poeticamente di un paio di secoli fa, definiremmo saffici.
Questo fu in grado, il buon Canova, di tirare fuori da un blocco di marmo (perdonate l’ignoranza, crediamo almeno che di marmo si trattasse), nell’anno domini 1815, allorquando un “leader mondiale” (così verrebbe definito oggi) del calibro di Napoleone fu in grado di fuggire dal proprio esilio italiano in quel dell’Isola d’Elba.

 

Canova e le tre grazie:

Ma l’arte ha la capacità di uscire dal contesto nel quale è nata, arricchendosi a volte di influenze locali, anche dialettali, che ne modificano il senso e il significato.
E così, nel secolo successivo, “Canova” fu perfino soprannominato un modello di cavallo a dondolo prodotto da una casa veneta, celebre tra i bambini italiani. Ma ancor di più, parecchi anni più tardi e qualche centinaio di chilometri più a sud, “le tre grazie” lungi dal richiamare l’opera suprema del maestro Canova, si è trasformato in un bizzarro modo di dire, laddove le tre grazie in questione sono grazia, graziella e grazie al… caso (la forma colorita rende meglio, ma fingiamo che proprio di caso si tratti, visto che certi slang nascono proprio così, casualmente).
Ancora qualche anno più tardi, un mecenate del nord noto come cavaliere (ma il cavallo, qui, non c’entra nulla) si ritrovò a vivere una storia così piena di analogie con quella del Canova, spostando tuttavia il fulcro della vicenda da Venezia a Napoli. 

 

Il Cavaliere e Dudù:

Il personaggio in questione fu capace di trasformare donne ultraterrene e seminude in blocchi di marmo (perdonate l’ignoranza, crediamo che in questo caso si tratti di gesso, ma il senso è chiaro), stabilì la propria dimora ad un tiro di schioppo da quella che ospitò il Canova, in un palazzo noto come “Grazioli” (ed ecco l’ennesimo richiamo), dove ospitò a lungo anche sconosciuti chansonnier partenopei resi in breve tempo artisti di successo.
Scelse infine di avere accanto a sé, nei giorni dell’esilio, anche una fiera compagna napoletana, oltre a un cane, proprio come fece un altro esiliato, Napoleone, che con il suo Moustache non poté farsi fotografare sui rotocalchi patinati, ma se avesse potuto lo avrebbe fatto, è chiaro, perché un leader, per quanto sobrio, qualche vezzo lo nutrirà sempre.
Sapevate che Moustache era un barbone e Dudù, il fido compagno del cavaliere, è solo un più modesto barboncino? Sobrietà, ci vuole, signora mia. Ma d’altronde sono i tempi a richiederlo.
Tornando alle opere del cavaliere, “grazie al… caso” (perché il “caso” ha voluto che in quel momento storico i potenti italiani andassero d’amore e d’accordo e regnassero a braccetto), ritrae il cavaliere che tiene in scacco gli “avversari” politici, minacciando in caso di decadenza di far crollare le sintoniche maggioranze.

La decadenza dei costumi:

Anche Napoleone, a suo tempo, tentò di combattere la decadenza – dei costumi – ma non restano purtroppo opere che lo ritraggono in tale vesti. D’altronde quello era un tiranno, e mica avrebbe mai accettato di governare con larghe intese.
Graziella” è forse l’opera più malinconica, e vede in primo piano un malinconico cavaliere ormai disarcionato che in sella alla nota bicicletta se ne va in esilio. Sullo sfondo si nota un’isola. No, non è l’Elba. L’autore non ha chiarito, ma potrebbe trattarsi di Grand Cayman.
Infine l’opera suprema, “Grazia”, è un omaggio dell’autore ad un altro artista partenopeo, Napolitano anche di nome ma più noto come Re Giorgio bis, con cui in passato tra molti screzi aveva costruito una solida amicizia.
Il titolo allude forse all’armonia delle figure, alle mani levate del Re che benedice e assolve il cavaliere dopo le molte battaglie. Proprio l’ultimo quadro è stato selezionato da una giuria segreta di esperti per essere esibito in Parlamento.

Pubblicato in Satira

Scritto da

Scrittore tagliente ed ironico; avvocato e romanziere.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: