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Lauree professionalizzanti ancora rimandate

Oggi il neo Ministro Valeria Fedeli ha dichiarato di voler rinviare di un anno la presentazione dei nuovi corsi professionalizzanti. Questo dopo che il Ministro Giannini, prima della dimissioni e senza nessun confronto con gli studenti, nonostante la contrarietà da subito espressa, avrebbe emanato il decreto ministeriale n 987/2016, sulle lauree professionalizzanti.

 

Reazioni del Coordinamento Universitario:

Pensiamo che il rinvio sia un primo passo per ottenere un confronto reale con noi studenti che da subito abbiamo chiesto il ritiro del decreto e l’apertura da parte del miur di un tavolo studenti-MIUR per la revisione delle lauree professionalizzanti.” dichiara Andrea Torti Coordinatore Nazionale di LINK – Coordinamento Universitario, che aggiunge:

 

“Le lauree professionalizzanti, non possano essere lo strumento in mano alle imprese per sfruttare manodopera gratuita di giovani studenti, perchè non possiamo accettare che l’Università rinunci al suo ruolo formativo vincolando 60 cfu (praticamente 1/3 dell’intero percorso di studi) ad un tirocinio senza diritti.
Come non può essere un laurea a numero chiusissimo, il cui accesso è riservato a soli 50 studenti, negando la possibilità a tanti studenti di scegliere liberamente cosa studiare, a garantire una formazione diffusa che riesca ad alzare le competenze e a dialogare virtuosamente con il territorio
.”

 

Contrazione dell’offerta formativa

Dopo il necessario slittamento del decreto, siamo disponibili ad aprire un serio tavolo di confronto che, a partire dalla cabina di regia per il coordinamento dell’offerta formativa tra Its e lauree professionalizzanti, ridefinisca gli obiettivi e i criteri su cui saranno istituite le lauree professionalizzanti, superando le tante criticità contenute nel decreto 987, a partire dalla contrazione dell’offerta formativa, dalla scarsissima accessibilità ai corsi e dai criteri di accreditamento che legano la sopravvivenza dei corsi alla soglia di occupabilità dell’80%.

“Come studentesse e studenti siamo pienamente disponibili a confrontarci sulla relazione tra Università e mercato del lavoro, ma vogliamo un confronto serio che includa le istanze degli studenti che non hanno intenzione di vedere trasformata la loro formazione in manodopera gratuita e sfruttamento per le imprese.

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