In fila con me c’è un noto attore italiano; gli scatto una foto, ma vengo ripreso duramente da un addetto alla sicurezza. Nell’area dei controlli è vietato fotografare. Si sa, è per la sicurezza. Chi desidererebbe viaggiare in assenza di sicurezza? Non io, certo, che mi scuso immediatamente e mi rimetto in fila.
Ripeto i controlli un paio di volte. Forse le chiavi di casa, forse l’orologio. Ma qualcosa suonava al metal detector. Perdo qualche minuto. Poco male, per la sicurezza si fa questo ed altro.
Comincia l’imbarco, e io sono tra i primi a salire a bordo del bus che ci condurrà all’aereomobile. Attendiamo circa venti minuti, poichè le operazioni sono rallentate per consentire l’accesso a bordo di un disabile. Niente da obiettare. Mentre attendo in piedi sul bus fermo in pista davanti al gate B27, il mio sguardo viene attratto da un curioso particolare. Una valigia rossa sfida da sola il freddo mattutino.
Diversi mezzi addetti al trasporto delle valigie a bordo le passano accanto, ma nessuno sembra notarla. Eppure io la vedo, lì, ferma, col suo colore rosso fuoco. Ci sarà dell’esplosivo dentro?Ma no,su,non scherziamo. Però è strano che una valigia venga abbandonata ai bordi di una pista. Chissà da quanto tempo si trova in quel punto. La fotografo. Scriverò a un giornale. Sicuramente qualcuno, dopo aver letto la mia lettera, saprà spiegarmi.
G.F.