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Berlusconi candidabile o no? Tutti gli scenari possibili

Pochi giorni fa si è tenuta l’udienza presso la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo per esaminare il caso dell’ex premier Silvio Berlusconi. Quest’ultimo infatti nel 2013 aveva fatto ricorso proprio alla Corte europea contro la cosiddetta legge Severino, la quale lo aveva di fatto estromesso nel 2013 dal Parlamento.
Tale legge ancora oggi impedisce all’ex presidente del Consiglio di candidarsi alle elezioni politiche. La legge Severino era stata applicata al caso Berlusconi (che è decaduto come senatore) dopo la condanna in via definitiva di quattro anni.
La sentenza era stata emanata per evasione fiscale all’interno del processo Mediaset anche se poi, nel concreto, tre anni gli erano stati condonati per indulto. Pertanto con la legge Severino Silvio Berlusconi non detiene più la carica di senatore e non può essere più candidabile per sei anni (ovvero, fino all’anno 2019). Queste le ragioni per le quali Berusconi è ineleggibile.

La retroattività della Legge Severino

L’ex premier si difende dalla legge Severino sostenendo che essa non può essere considerata valida in quanto è stata emanata in modo retroattivo. Per avvalorare tale tesi il Cavaliere si affida alla Costituzione italiana citando l’articolo 25 comma 2 che afferma che nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
Berlusconi cerca un riscatto, un risarcimento che l’Italia non gli ha concesso. Tuttavia i tempi in questi casi risultano essere decisamente lunghi, con l’ipotesi di non riuscire ad avere un verdetto immediato in quanto prima della sentenza potrebbero trascorrere diversi mesi.
Situazione che non è certamente vantaggiosa per lo stesso Berlusconi dato che il verdetto della Corte europea potrebbe addirittura arrivare dopo le elezioni politiche del 2018 e quindi in un periodo di tempo non più utile per potersi candidare.

Cosa succederà in attesa del verdetto della Corte di Strasburgo

Consapevole che il verdetto finale potrebbe arrivare decisamente in ritardo, Silvio Berlusconi non può che augurarsi tempi stretti per la decisione definitiva; nel frattempo non perde occasione per affermare che, in un modo o nell’altro, in campagna elettorale sarà presente.
La sentenza non sarà appellabile e sarà emessa dalla Corte europea di Strasburgo composta da diciassette giudici; dall’altra parte la squadra di Berlusconi formata da otto persone, tra cui tra cui quattro consiglieri e quattro avvocati.
L’udienza tenutasi pochi giorni fa ha avuto una durata di due ore ed ha visto un’aula gremita: si sono contate circa 550 persone tra le quali non sono mancati giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Berlusconi si è ripreso la scena politica

Quale che sarà il risultato finale, secondo alcuni, Berlusconi ha già avuto il suo momento di gloria in quanto questa vicenda lo mette nuovamente in luce e lo riposiziona sul palcoscenico politico.
Fattore che si evince dalla dichiarazioni dello stesso Matteo Renzi, il quale ha dichiarato che se Berlusconi riottenesse il diritto di ricandidarsi sarebbe pronto a sfidarlo: uno scontro politico alla vecchia maniera dunque, tra centrodestra e centrosinistra escludendo dal campo di battaglia il Movimento Cinque Stelle che continua ad essere il partito (non la coalizione, dato che coerentemente con quanto sempre sostenuto non farà alleanze) con più preferenza da parte degli elettori.
Ed è proprio il Movimento fondato da Beppe Grillo l’obiettivo degli strali del premier: se nel 1994, anno della sua discesa in campo, Berlusconi aveva fatto campagna elettorale puntando sul pericolo dei comunisti e autoproclamandosi argine a questo rischio, ora il bersaglio è diventato proprio il M5S, indicato come sciagura ben più grave di quella ‘rossa’ del 1994.
Il Movimento 5 Stelle quindi, partendo da una frase che lo stesso Cavaliere amava ripetere spesso in passato, sarebbe più pericoloso di quelli che mangiavano i bambini. La campagna elettorale è appena iniziata.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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