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Canili comunali, cosa sta succedendo a Roma?

I canili comunali di Roma non devono chiudere. E’ l’appello che le associazioni animaliste rivolgono alle istituzioni capitoline. Attualmente, infatti, la situazione è allarmante.
La Valle dei Cuccioli (splendido giardino a Villa Borghese dove i cuccioli in attesa di adozione fino a ieri vivevano in totale libertà, senza gabbie) fra una settimana chiuderà i battenti, mentre i rifugi Ponte Marconi e Vitinia ex Poverello ad oggi dichiarano chiusi gli ingressi degli animali. Non è tutto.
In grosse difficoltà economiche e gestionali è anche il Canile Comunale della Muratella: struttura moderna ed esemplare in grado di aiutare ogni anno migliaia di cani e gatti grazie alla presenza di tre blocchi per il ricovero degli animali e di un edificio centrale con tutti i servizi veterinari.

I troppi tagli ai canili romani

Come si è arrivati a tutto questo? Colpa dei tagli, ma anche del punto di vista poco lungimirante dell’ Ufficio Tutela e Benessere degli Animali, che a quanto pare opererebbe in controtendenza rispetto alle promesse proclamate dal sindaco Marino in campagna elettorale.
Al di là del colore politico della giunta al potere, sono anni che il comune non ci sostiene adeguatamente” spiega Simona Novi, presidente dell’Avcpp, Associazione volontari canile Porta Portese, che gestisce 4 canili pubblici di Roma. “Parallelamente –aggiunge- vengono potenziate le strutture private, che hanno un deficit di adozioni mostruoso. Animali, cioè, che peseranno sulle tasche dei cittadini”.
Che il modello pubblico sia efficiente lo dimostrano i numeri: nel 2013 il Canile Comunale della Muratella ha registrato 1837 cani in ingresso e ben 1902 cani in uscita. “Ci hanno contestato il fatto –chiarisce Simona Novi– che le strutture pubbliche di cui ci occupiamo (canili e gattili) non sono a norma, ma spetta all’amministrazione comunale intervenire in tal senso. La gestione dei cani randagi non può e non deve diventare un business”.

Si appalta ai privati a discapito dei pubblici

Appaltare ai privati. Era questo lo scopo, messo nero su bianco, della delibera di Giunta firmata lo scorso maggio, poi congelata con una mozione votata all’unanimità dall’Assemblea capitolina. Vale a dire riduzione drastica del numero di cani all’interno del Canile Comunale della Muratella (con trasferimento degli animali in esubero alle strutture private convenzionate) e parallela chiusura di tutte le strutture pubbliche.
Tuttavia, a seguito delle battaglie portate avanti dall’associazionismo si è aperto un canale di comunicazione. “L’Assessore all’ambiente Estella Marino – spiega il presidente dell’Avcpp – sta lavorando duramente e in prima persona per migliorare la situazione e rivedere le posizioni dell’Ufficio Tutela e Benessere degli Animali, che dal 1994 al 2008 ha svolto un lavoro eccezionale sul territorio”.
A dialogo avviato, dunque, le cose sembrano procedere nella giusta direzione. “Siamo ottimisti –conclude Simona Novi- Vogliamo che i rifugi Vitinia ex Poverello e Ponte Marconi riaprano. E che il canile comunale della Muratella rimangia ciò che è sempre stato”. Un posto dove gli animali meno fortunati ricevono cure, carezze, e la speranza di una nuova vita.

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Laureata in Storia dell'Arte. Blogger e viaggiatrice instancabile.

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