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Pillola post-sbronza: il discusso rimedio contro l’alcol

Etisorb: con questo nome è stato messo in commercio uno dei più “sorprendenti” lasciapassare delle sbronze del sabato sera.  È chiaro che non si possa parlare di un farmaco, piuttosto si fa riferimento ad una pillola post-sbronza.
Per meglio intenderci stiamo parlando di una compressa costituita prevalentemente da zeolite, un particolare minerale che viene utilizzato per depurare e assorbire sostanze altamente inquinanti. E cosa c’è di più inquinante dell’alcool per un ragazzo che dopo una bella bevuta con gli amici, si mette alla guida della sua auto con il vero e proprio terrore di essere sottoposto all’alcoltest?
Chiari i messaggi negativi lanciati dalla pubblicità della pillola: libertà di bere senza limiti, un assorbimento pari al 70% circa che legittima e rassicura anche il bevitore più assiduo. Insomma, un invito all’alcol a tutti gli effetti.
La pillola post-sbronza poteva essere acquistata in alcune farmacie o sul Web ad un costo che oscillava tra i 10 e i 14,5 euro.  Non si è certo fatta attendere la polemica da parte del Ministero della Salute, deciso nell’affermare di non aver mai dato alcuna autorizzazione al commercio della compressa, ma di aver addirittura espresso un giudizio completamente negativo a riguardo.

La pillola anti sbornia

La querelle nata in riferimento a questo equivoco è stata piuttosto grottesca: in alcune farmacie erano state distribuite (e vendute, pur se in pochi esemplari) queste pillole: diffusasi la notizia, sono intervenuti i Nas con una serie di controlli ed il Ministero della Salute ha prontamente tenuto a precisare che “il Consiglio superiore di Sanità aveva espresso un parere negativo riguardo all’immissione in commercio di Etisorb”. In buona sostanza, la pillola ‘anti sbronza’  venduta in alcune farmacie non aveva ottenuto nessuna autorizzazione da parte del Ministero della Salute.
A polemizzare in maniera ancor più pressante è Gianni Testino, vice presidente nazionale della Società Italiana di alcologia. “Qui ci sono persone che per colpa dell’alcol hanno sofferto tanto: chi si è rovinato la vita, chi ha perso un figlio in un incidente per stato di ebrezza, chi ha visto qualcuno investito da guidatori che avevano bevuto troppo. C’è tutto un popolo per cui l’alcol è un nemico, e una pubblicità del genere non può che incrementare le tentazioni e il dolore”.
Proprio con queste parole, Testino ha voluto denunciare l’assurdità che vi è alla base di una tale creazione. Legittimare un’azione pericolosa quale quella dell’alcolismo, è un chiaro invito a mettere da parte la razionalità a favore di comportamenti istintivi e spesso persino nocivi per se stessi e per gli altri.
Tuttavia, il vice presidente non si è voluto limitare a parlare. Ma per meglio testimoniare quanto gli effetti della pillola post-sbronza possano essere del tutto vani, ha deciso di sperimentarla su se stesso.

Testimonianza di chi ha provato la pillola

La mattina del 24 dicembre alle 7.45 a stomaco completamente vuoto ha assunto cinque bicchieri di vino rosso con una gradazione alcolica di 13,5 punti percentuali.  Dopo qualche giorno ha ripetuto la stessa operazione, dopo aver però questa volta assunto due pillole post-sbronza.
Il risultato che il dott. Testino ha verificato, non è stato di certo quello auspicato dalla pubblicità della compressa. Infatti il tasso alcolico è rimasto del tutto invariato. Ha voluto dimostrare come gli effetti della pillola possano essere paragonati a quelli di una cena sostanziosa.
Inoltre, non sono mancati effetti negativi sulla salute psico-fisica di Testino. Nelle ore successive all’esperimento si sono verificati numerosi disturbi gastrici e alterazioni di concentrazione e attenzione.

La pillola salva patente: bere senza rischiare sanzioni alla guida

Conosciuta tra i più giovani come “pillola salvapatente”, è chiaro come sia assunta prevalentemente da chi dopo una non poca movimentata serata con gli amici decide, irragionevolmente, di mettersi subito alla guida; e necessiti di qualcosa che non sveli la quantità di alcol ingerita in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine. Quindi, è più richiesta tra i ragazzi vista la maggior correlazione tra alcol e giovani.
“Ne ho vendute pochissime”, ha dichiarato uno dei farmacisti che ha messo a disposizione la pillola post-sbronza sul proprio bancone, chiarendo come la pubblicità non ha certo legittimato l’uso della stessa ai fini di una guida più sicura. Piuttosto, ha affermato lo stesso farmacista, la pillola è stata pensata per chi ama il vino ma non ha comunque alcuna intenzione di guidare dopo aver bevuto.
Nel Regno Unito la pillola anti-sbornia è già in commercio da mesi. A promuoverne la vendita è stato l’affarista inglese Arthur Kibble, il quale ha dichiarato «con l’Alcopal (nome della pillola) gli autisti potranno bere fino ad essere sopra il limite legale, ma il loro alcol-test sarà di circa nove volte inferiore a quello che dovrebbe essere senza l’assunzione della pillola». È evidente che si può parlare di un vero e proprio invito all’imprudenza. Niente di più chiaro.

Rossana Quarato

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

La Vera Cronaca, giornale online libero e indipendente

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