Seguici su:

-- La Vera Cronaca - Giornale online di inchieste, sociale, approfondimento politico e cronaca nera --

In primo Piano

Le nuove direttive per imposte di registro, ipotecarie, catastali e di bollo

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2/E, un documento guida...

Disturbi alimentari: una realtà complessa. Crescono in Italia

I disturbi alimentari (DCA) rappresentano un insieme di condizioni psicologiche ...

Cura del cane e problema dei costi: come ridurre la spesa

Prendersi cura di un cane richiede attenzione, impegno e inevitabilmente comport...

Incentivi pubblicità su stampa e web, al via credito d’imposta

Il settore dell’editoria e della comunicazione accoglie con favore l’...

Sicurezza digitale: crescono crimini informatici in Italia nel 2024

Il panorama della sicurezza digitale nel 2024 si tinge di tinte fosche, con un i...

Bonus bollette, come funziona lo sconto per le famiglie

Il governo italiano ha varato un pacchetto di interventi volti a mitigare l̵...

Cresce la domanda di corsi online: quali sono i più richiesti

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una vera e propria esplosione nella doman...

Carne coltivata, una rivoluzione nel piatto. Tutto quello che c’è da sapere

La carne coltivata, spesso definita “sintetica” o “in vitro...

Terapie laser in medicina, quali sono i rischi

Le terapie laser sono diventate sempre più diffuse in medicina grazie alla loro...

Gas, ancora aumenti in bolletta

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha annuncia...

La salute mentale in Italia: numeri e sfide

In Italia, una persona su sei deve affrontare disturbi psichiatrici, con ansia e...

Cremazione animali, cosa dice la legge e quali sono i costi

La cremazione degli animali da compagnia è una pratica sempre più diffusa in I...

Acciaio sinterizzato, quali vantaggi per ambiente ed economia

I processi di lavorazione dell’acciaio sono indispensabili per produrre parti ...

Referendum: Italia al voto su lavoro e cittadinanza, no autonomia differenziata

Gli italiani saranno chiamati alle urne tra aprile e giugno per esprimersi su ci...

Acquisti online, consigli per farlo in sicurezza

Lo shopping online ha stravolto le abitudini dei consumatori di ogni latitudine ...

Articoli più letti

Sito gemellato con:

Lucidamente

Seguici su Facebook

Inchieste

Letto 6855 Volte
Condividi

La lingua italiana sta morendo dietro ai nuovi slang della rete

Un minuto di silenzio per le parole scomparse. Quelle di un italiano sbiadito che giace sotto una mole di scarni sms, emoticons, forestierismi e sbrigativi slang fatti di codici e sigle. L’eccesso di semplificazione è ciò che più affligge la nostra lingua scritta, stringata al punto che perfino al più classico dei ciao, come stai? fa da replica l’emoji di un pollice in su o un tt ok tnx, (tutto ok, thanks) ai limiti dell’extraterrestre.
Avanti tutta con le stilizzazioni, meglio se inglesizzate (ily2, ti amo anch’io, i love you too) e per l’acca nessuna pietà, sostituita dal più veloce k: ke fai? T kiamo? Xkè nn risp? Si potrebbe erigere proprio l’abuso del k come simbolo della deturpante innovazione dell’italiano telematico, se non fosse che, ironia della sorte, la lettera incriminata è un involontario e inconsapevole recupero di oltre mille anni fa, quando era tipica della scrittura medievale riservata ai colti, depositari del sapere.

La lingua italiana sarà sempre più povera

Per i puristi della lingua, un sacrilegio ancora più frustrante. L’uso del congiuntivo è in punto di morte, al pari del tempo futuro sostituito ormai dal presente (domani vengo da te, invece di verrò) e anche il punto e virgola non se la passa affatto bene.
La previsione per gli anni a venire è pressoché lapidaria: l’italiano sarà più povero, ridotto all’osso, pieno di termini inglesi e decisamente meno colto. A dare il triste verdetto sono gli scienziati della lingua, attraverso attente analisi sui cambiamenti in atto.
Come Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, che fa luce su un particolare aspetto, in un futuro nemmeno troppo lontano, in grado, plausibilmente, di far scomparire del tutto la lingua scritta: l’avvento dei messaggi vocali e dei programmi di dettatura.
Sono specialmente i più giovani a utilizzarli, iperconnessi e online anche nelle ore notturne. Dopotutto, le indagini di mercato non fanno che rivelare una crescita esponenziale dell’uso degli smartphone già a 10-11 anni, insieme all’insonnia da like.

Anche la calligrafia ne risente

Una tendenza che, non a caso, sempre più spesso è messa in relazione con i risultati dei test Invalsi, atti a monitorare il livello di apprendimento degli studenti del nostro Paese. Ne è emerso che, a maggio 2019, in italiano il 35% dei ragazzi è drasticamente insufficiente già in terza media, per la marcata difficoltà nell’interpretazione e scrittura di un testo anche breve.
Per non parlare della calligrafia, questa sconosciuta, e pazienza se scrivere rappresenta un fondamentale atto cognitivo e sensoriale in cui è coinvolto tutto il corpo, da cui dipende perfino la guarigione dell’anima come insegnano psicologi e psicoterapeuti.

Messaggi vocali e ricerche audio: addio scrittura

Alla dittatura degli audio che riempiono le chat dei nostri telefoni, spiega Marazzini, si aggiunge quella più recente della ricerca vocale: impartire comandi a voce per trovare informazioni o comporre un SMS senza digitare manualmente i caratteri.
Un’abitudine che non fa che aumentare quel rischio di veder scomparire l’italiano scritto, una fine dolorosa per tutti coloro che conoscono e amano la storia meravigliosa di questa lingua. Già perché prima è nato l’italiano, e solo molto dopo è venuta l’Italia, grazie alla cultura e alla letteratura che hanno creato e veicolato un’idea forte di nazione.
Ma nell’era di internet, che impone ai siti rigide regole di scrittura per apparire ai primi posti nei motori di ricerca, non c’è più posto per i virtuosismi linguistici: basta bombardare un testo con la cosiddetta parola chiave e il gioco è fatto. Una modo brutale di trattare la lingua. E per fortuna che Google, negli ultimi anni, ha deciso di invertire questa tendenza andando a premiare i contenuti di qualità.

Uso smodato di parole inglesi: l’italiano scompare

Il grande scrittore Camilleri negli ultimi anni di vita lo ha detto spesso “la nostra lingua sta scomparendo”, riferendosi a un italiano sempre più vilipeso e assoggettato all’uso di parole inglesi: una scelta giudicata dallo scrittore come pregna di provincialismo.
L’italiano è una lingua viva, e come tale in continua evoluzione: si creano nuovi termini, alcuni trionfano e altri declinano e poi scompaiono. La paura è che, levando sempre più linfa vitale alle parole, anche le radici della nostra identità cominceranno presto a rinsecchire.

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: