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L’Aquila: Vigili del Fuoco senza direttive e funzioni

Nelle zone terremotate dell’ Abruzzo, diverse unità dei Vigili del Fuoco, giunti da tutta Italia in appoggio al comando de L’Aquila, si trovano da diversi giorni senza direttive e senza funzioni.
Passata da oltre un anno la funzione preminente cui erano stati chiamati, vale a dire quella di soccorso tecnico urgente, e scaduta il 30 Giugno scorso l’ ordinanza che li manteneva ancora lì sul posto, i Vigili del Fuoco si trovano ora nelle condizioni di non avere delibere cui fare riferimento e, di conseguenza, non sanno lettralmente cosa devono fare.
La situazione appare piuttosto paradossale, ai limiti del ridicolo se non fosse che si tratta si un argomento molto serio, ed a confermarcelo è Antonio Jiritano, rappresentante della direzione nazionale del sindacato RdB-USB Pubblico Impiego.

“Mancano le delibere: non sappiamo cosa fare”

“Il 30 Giugno è scaduta l’ordinanza che ci manteneva ancora lì e nessuno si è preoccupata, alla scadenza della stessa, né di rinnovarla né di farci sapere cosa sarebbe successo. L’amministrazione ha redatto solo una nota all’interno della quale viene affermato di mantenere il personale sul luogo ancora per due settimane nell’attesa di decidere, perché al momento non sanno realmente cosa fare.”
Cosa state facendo quindi, al momento, sul territorio de l’Aquila?
“La situazione è preoccupante proprio perché, prima di tutto, non sappiamo cosa fare lì, quale ruolo abbiamo: entrando più nello specifico, se parliamo di rimozione delle macerie questa non viene fatta; le ditte di trasloco ci chiedono di essere accompagnate dentro la zona rossa perché altrimenti non possono operare, ma noi, adesso come adesso, non possiamo accedervi perché non ci sono né ordinanze in questa direzione né altro; quello che c’era da rimuovere, di immediatamente pericoloso, è stato fatto perchè come detto è da un anno e mezzo che stiamo lì; i lavori di puntellamento sono stati eseguiti. Non vorrei che alla fine la nostra funzione lì sia solo quella di fare da parafulmine; perché, in un modo o nell’ altro, rappresentiamo lo stato e rischiamo di fare da capro espiatorio per la gente che se la prende con noi.”
Ma come è stato possibile arrivare a questa situazione?
“Mancano le delibere e gli atti politici che ci dovrebbero mantenere ancora lì; ci troviamo quindi  senza direttive e pianificazione di intervento. Nel frattempo, come dicevo prima, subiamo l’ira delle ditte di trasloco e di tutti coloro che fanno la fila al Comando provinciale per essere accompagnati dentro la zona rossa”.
Quante unità avete al momento a l’Aquila?
“Adesso come adesso sono state ridotte a 128 unità, prima ce ne erano 222. Inoltre, tra quei 128 ci sono una serie di specialisti altamente qualificati per mansioni particolari, che però non possono operare perché i mezzi tecnici per svolgere queste mansioni sono stati rimandati ai comandi di appartenenza; non abbiamo nemmeno le autoscale. Non si capisce cosa dobbiamo fare.”
E per il futuro immediato cosa vi aspetta?
“Per il futuro immediato ancora nessuna indicazione precisa; aspettiamo sperando che a breve riusciremo a saperne qualcosa di più.”

Pubblicato in Inchieste

Scritto da

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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