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Unità di Italia e Cultura: l’ Italia degli scrittori

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia innesca un momento di riflessione inevitabile sulla nostra memoria storica. I maggiori critici e giornalisti del nostro Paese a tratti hanno affrontato la questione dei festeggiamenti, chiedendosi quanto sia lontana questa Italia da quella che sognava Mazzini.
Tutto ciò a fronte delle incertezze e della svogliatezza del governo, che ha delegato le celebrazioni dell’anniversario alla fantasia burocratica e dissipatrice di Regioni e Comuni, col risultato di svilire ingiustamente il senso del ricordo.
Pensando agli alti ideali risorgimentali da cui è sorta l’Italia dal basso della crisi politica e culturale che contraddistingue il Paese di oggi, è del resto difficile evitare forzature retoriche: triste più che mai appare infatti la fuga delle intelligenze a cui stiamo assistendo, considerando che è stata proprio la cultura ad unire, più di un secolo fa, l’Italia delle menti liberali e democratiche figlie del pensiero risorgimentale, da cui anche le generazioni contemporanee provengono.

L’ Italia sognata da intellettuali e scrittori:

La Padania esiste o non esiste? Prima che dai seguaci di Garibaldi e dalla mente di Cavour, infatti, l’Italia fu sognata dagli intellettuali e dagli scrittori. Un sogno che inizia nel Trecento, quando Dante e Petrarca per la prima volta si rivolsero al popolo nella sua stessa lingua in modo da superare le discordie interne e dar vita ad un senso comune di appartenenza. Grazie all’attività ispirata degli scrittori questa identità culturale si è trasformata nei secoli in identità politica, esplodendo con tutta la sua forza durante il Risorgimento.
L’Italia era continuamente presente nella mente di Dante, che nei suoi poemi riservava parole durissime alle divisioni interne e alle continue discordie cittadine. Protesa verso un tutto unitario era anche la scrittura di Manzoni: ogni sua opera si snoda sempre sullo sfondo di un ideale patriottico.
Nel Conte di Carmagnola, nell’Adelchi o ne I Promessi Sposi ritornano continuamente le contese tra gli Stati della Penisola, la presenza delle milizie mercenarie e i soprusi degli invasori nei confronti del popolo disperso degli italiani.
La produzione letteraria del primo Risorgimento porta poi con sé quello slancio senza precedenti che si ritrova nella letteratura garibaldina legata alla spedizione dei Mille: le Noterelle di uno dei Mille di Giuseppe Cesare Abba, ad esempio, evocano l’incontro leggendario tra il Nord e il Sud dell’Italia in quel preciso momento storico.

Correnti letterarie dopo il 1861:

Dopo l’Unità, le correnti letterarie legate al processo Risorgimentale hanno iniziato ad accompagnarsi a filoni più critici: passato il 1861 l’attività letteraria guarda l’Italia con gli occhi di Carducci, deluso dalla vita pubblica della nuova nazione al pari di Pascoli, che riflette sull’Italia degli umili e sul dramma dell’emigrazione. Il Risorgimento ha cioè influito sugli scrittori anche alla rovescia e fuori dal mito, nelle poesie, nei romanzi e nei racconti pro e contro l’Unità.
Lo ritroviamo infatti nella novella Libertà di Verga, nei Vecchi e giovani di Pirandello o nei romanzi di De Roberto e di Lampedusa: Pirandello ne racconta ad esempio gli ideali traditi, la storia vista dalla parte degli sconfitti. Nonostante gli scrittori del passato abbiano quindi tramandato in ogni sfumatura la forza e l’intensità degli ideali di quel periodo, il senso del Risorgimento non gode di considerazione da parte del pensiero politico contemporaneo.
Solo centocinquant’anni dopo l’Italia è infatti un paese diviso. Ha un partito politico che aspira all’indipendenza della Padania, mentre il divario tra Nod e Sud si fa sempre più marcato, non solo economicamente.
Oggi siamo un Paese traboccante di intelligenze, ma troppo spesso sprecate. Ricco come nessun altro di arte, ma incapace di tutelarne e trasmetterne l’immenso valore. Un Paese che vorrebbe barricarsi da Nord a Sud rischiando la disgregazione: impaurito dal futuro e così lontano dal suo glorioso passato.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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