Seguici su:

-- La Vera Cronaca - Giornale online di inchieste, sociale, approfondimento politico e cronaca nera --

In primo Piano

Le nuove direttive per imposte di registro, ipotecarie, catastali e di bollo

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2/E, un documento guida...

Disturbi alimentari: una realtà complessa. Crescono in Italia

I disturbi alimentari (DCA) rappresentano un insieme di condizioni psicologiche ...

Cura del cane e problema dei costi: come ridurre la spesa

Prendersi cura di un cane richiede attenzione, impegno e inevitabilmente comport...

Incentivi pubblicità su stampa e web, al via credito d’imposta

Il settore dell’editoria e della comunicazione accoglie con favore l’...

Sicurezza digitale: crescono crimini informatici in Italia nel 2024

Il panorama della sicurezza digitale nel 2024 si tinge di tinte fosche, con un i...

Bonus bollette, come funziona lo sconto per le famiglie

Il governo italiano ha varato un pacchetto di interventi volti a mitigare l̵...

Cresce la domanda di corsi online: quali sono i più richiesti

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una vera e propria esplosione nella doman...

Carne coltivata, una rivoluzione nel piatto. Tutto quello che c’è da sapere

La carne coltivata, spesso definita “sintetica” o “in vitro...

Terapie laser in medicina, quali sono i rischi

Le terapie laser sono diventate sempre più diffuse in medicina grazie alla loro...

Gas, ancora aumenti in bolletta

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha annuncia...

La salute mentale in Italia: numeri e sfide

In Italia, una persona su sei deve affrontare disturbi psichiatrici, con ansia e...

Cremazione animali, cosa dice la legge e quali sono i costi

La cremazione degli animali da compagnia è una pratica sempre più diffusa in I...

Acciaio sinterizzato, quali vantaggi per ambiente ed economia

I processi di lavorazione dell’acciaio sono indispensabili per produrre parti ...

Referendum: Italia al voto su lavoro e cittadinanza, no autonomia differenziata

Gli italiani saranno chiamati alle urne tra aprile e giugno per esprimersi su ci...

Acquisti online, consigli per farlo in sicurezza

Lo shopping online ha stravolto le abitudini dei consumatori di ogni latitudine ...

Articoli più letti

Sito gemellato con:

Lucidamente

Seguici su Facebook

Focus

Letto 6243 Volte
Condividi

Televideo, gli italiani ancora lo usano. Ecco perchè

Nell’epoca di Internet può sembrare strano, ma esiste un servizio nato nel lontano 1984, apparentemente obsoleto, che continua a resistere imperterrito all’avanzata del tempo.
Stiamo parlando del Televideo, servizio che può essere richiamato tramite un apposito pulsantino del telecomando, caratterizzato da una grafica minimale e polverosa, tanto da apparire un vero e proprio residuato bellico se paragonato alle pagine che compongono i siti web. Eppure il Televideo è vivo e, con tutta evidenza, lotta insieme a qualcuno.

Cos’è e come funziona il Televideo?

Il Televideo è un segnale digitale il quale viene diffuso sfruttando i tempi morti del segnale televisivo. In sostanza, ogni immagine viene visualizzata con la proiezione sullo schermo di un fascio di elettroni che si muove da un lato all’altro, scendendo gradualmente verso il basso.
Una volta giunto in fondo, il fascio impiega una frazione di tempo la quale non può essere utilizzata per immagini normali, in cui viene trasmesso il segnale televideo. In tal modo è possibile trasmettere 25 pagine al secondo, che si succedono in maniera ciclica.

La Rai continua a puntare sul Televideo: perché?

Nell’epoca di Internet, un sistema come il Televideo sembra un controsenso. Solo apparente, però. Va infatti sottolineato che in Italia esiste una vasta platea, quella formata dagli anziani, che non è molto interessata o avvezza a Internet. Lo dimostra una ricerca effettuata dall’Università Cattolica di Milano, secondo la quale solo il 25% di questa fascia di utenza accede regolarmente al web.
Tale dato va rapportato ad un altro, stavolta relativo alla Rai: l’azienda televisiva pubblica, infatti, ha un 34% di abbonati con oltre 65 anni di età. Proprio in questa fascia si annidano coloro che utilizzano regolarmente Televideo, magari per usufruire dei sottotitoli garantiti dalla pagina 777, o per altri motivi del tutto personali.
Come ad esempio una certa avversione all’utilizzo di strumenti quali lo smartphone per poter avere in tempo reale informazioni tipiche del Televideo, ad esempio quelle politiche o sportive, oppure i palinsesti televisivi.

La storia del Televideo

All’inizio fu il teletext, servizio nato in Inghilterra nel corso degli anni ’70 e sbarcato sulla penisola nel 1984, dopo sette anni di ricerche condotte presso il Centro Ricerche Rai di Torino, il quale preferì il servizio britannico ad uno analogo proposto dalla Francia.
Dopo anni in cui l’incertezza sulla sua reale funzione regnò sovrana, nel 1991 il Televideo fu affidato ad Aldo Belli, con il compito di metterne in rilievo il valore informativo. Una missione che è rimasta la stessa sino ad oggi, con l’accorpamento del servizio a Rai News, diretta da Paolo Di Bella.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: