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Partita IVA a regime forfettario: regole e requisiti

È consigliata ad artigiani, commercianti e liberi professionisti a patto che non superino una certa soglia di reddito e non abbiamo spese da scaricare. Introdotto nel 2016, il regime forfettario ha sostituito il regime dei minimi ed è la soluzione ideale per chi avvia per la prima volta un’attività professionale o commerciale. Si tratta di un regime fiscale molto apprezzato, perché prevede poca burocrazia e una forma di tassazione agevolata.

C’è da dire che l’insieme delle regole e dei requisiti che disciplinano l’apertura di una partita IVA con un regime fiscale piuttosto che un altro comprendono svariate situazioni specifiche, di conseguenza è preferibile rivolgersi a un consulente specializzato nel regime forfettario qualora si voglia avere la certezza di poterlo adottare.
Quindi prima di aprire una partita via a regime forfettario è opportuno consultare un professionista preparato;  vediamo in sintesi chi può scegliere questo regime agevolato e quali sono le regole da seguire e i requisiti da avere.

Cos’è e come funziona il regime forfettario

Questo regime fiscale prende il nome di “forfettario” perché da una percentuale dei ricavi, calcolata secondo un preciso coefficiente di redditività associato a un codice ATECO, viene detratto un forfait fisso. L’imposta sostitutiva è pari al 5% per i primi cinque anni di attività e al 15% dal sesto anno in poi. Oltre all’imposta sostitutiva, il forfait per intenderci, va pagata la quota di contributi INPS.
La parte di reddito a cui viene applicata l’imposta sostitutiva è la “base imponibile”.  Il coefficiente di redditività è necessario per calcolare l’imponibile.  Vediamo alcuni esempi di coefficiente di redditività:

  • Artigiani: 67%
  • Liberi professionisti non iscritti alla camera di commercio: 78%
  • Agenti di commercio: 67%
  • Commercianti: 40%

Codice Ateco e base imponibile

A identificare l’attività professionale è il già citato codice ATECO, un codice alfanumerico che appunto serve a individuare qual è la professione svolta e, di conseguenza, quale coefficiente di redditività applicare.  Il calcolo della base imponibile, ossia la parte del reddito tassabile, si effettua sul fatturato totale (il reddito di attività) moltiplicato per coefficiente di redditività relativo alla professione. Alla cifra ottenuta andranno sottratti i contributi INPS versati (per la gestione separata l’aliquota è del 26,23%).

Per il calcolo della base imponibile bisognerà usare questa formula:

Fatturato x coefficiente di redditività – contributi INPS= base imponibile

Sulla base imponibile dovrà essere poi calcolata l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Chi può aprire la partita IVA a regime forfettario

Possono optare per il regime forfettario i liberi professionisti (grafico, giornalista, social media manager, consulenti vari), gli agenti di commercio, gli artigiani e i commercianti, i lavoratori del mondo dello spettacolo e varie altre categoria professionali.
Per aprire la partita IVA a regime forfettario, è sufficiente presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate: l’assegnazione del numero di partita IVA, un codice di 11 numeri, avverrà in tempi brevi. È consigliato però affidarsi subito a un commercialista esperto di regime forfettario, che saprà individuare il corretto codice ATECO e svolgere le pratiche burocratiche senza il rischio di errori o mancanze.
C’è da dire che, col regime forfettario, non è possibile scaricare le spese. Inoltre, ci sono diversi vincoli: oltre al limite di fatturato, non è possibile spendere più di 20mila euro per il personale.

Regime forfettario: le novità del 2023

Il 2023 ha portato in dote alcune novità per quanto riguarda il regime forfettario. La soglia massima di reddito è salita a 85mila euro: se si supera questa cifra, ma si resta entro i 100mila euro di fatturato, il passaggio al regime ordinario avviene l’anno successivo, mentre se si superano i 100mila euro il cambio è immediato.
Attenzione alla fatturazione elettronica: il decreto 36/2022 l’ha prevista dal primo luglio 2022 per i contribuenti che nell’anno precedente (quindi 2021) hanno superato i 25mila euro di fatturato, mentre dal prossimo 1° gennaio 2024 sarà prevista per tutti.

In conclusione

La partita IVA a regime forfettario è consigliata a chi deve cominciare una propria attività professionale o ai professionisti che hanno un reddito fino a 85mila euro annui e non hanno spese da scaricare. L’aliquota al 5% (al 15% al sesto anno) e il calcolo a forfait ne fanno un regime fiscale facile ed economico da gestire.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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