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Accoglienza profughi e rifugiati: come viene gestita e qual è l’iter

Garantito dall’articolo 10 comma 3 della Costituzione italiana (“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”) e regolamentato dal decreto legge numero 251 del 2007, il diritto all’asilo politico prevede che i richiedenti vengano accolti e accuditi nei Paesi dove si recano per rifugiarsi.
Ma come viene gestito l’attuale sistema di accoglienza e quale è l’iter da seguire per essere accolti in Italia? Per prima cosa, è necessario tenere presente che, al momento, proprio l’Italia si trova a dover fare fronte ad una situazione d’emergenza a cui è necessario porre rimedio in maniera tempestiva per evitare il collasso delle strutture di accoglienza.
Tale premessa è necessaria per giustificare almeno in parte il caos dell’attuale sistema d’accoglienza con cui hanno a che fare i profughi ed i rifugiati che riescono a raggiungere le coste italiane.

Il sistema di accoglienza italiano:

Il primo anello della catena del sistema d’accoglienza italiano è rappresentato dai centri d’accoglienza e di soccorso; dai centri per i richiedenti asilo; infine, dal sistema di protezione dedicato sia ai richiedenti asilo che ai rifugiati.
Oltre a tali centri, ci sono anche altri enti minori che si occupano, allo stesso modo, di fornire un primo soccorso e di accogliere rifugiati e profughi. Tutte le persone che vengono accolte in tali centri possono fruire liberamente dei servizi messi a loro disposizione dalla struttura e non vengono in alcun modo privati della propria libertà.
Nei fatti, tuttavia, viste le contingenze internazionali, i profughi ed i richiedenti asilo sono nettamente superiori alle strutture a disposizione e, talvolta, la loro gestione è decisamente emergenziale. In alcuni casi, risulta impossibile effettuare una programmazione tanto da dover trovare soluzioni abitative provvisorie solo dopo l’arrivo dei richiedenti.
Non è raro che i richiedenti asilo vengano accolti in strutture alberghiere o in edifici non abitati. Ma chi può usufruire del diritto all’asilo?

Il diritto all’asilo:

Il diritto all’asilo viene riconosciuto a tutti coloro che, in maniera diretta o indiretta, sono stati costretti dal proprio Governo a lasciare la terra in cui immigrati4sono nati. Persone che, pur non essendo rifugiati, hanno la necessità di protezione internazionale poichè, se rimpatriati, correrebbero il rischio oggettivo di essere sottoposti a pena di morte, tortura o altre minacce gravi per la loro vita. I motivi per i quali si ha diritto all’asilo sono: discriminazioni razziali, etniche o sociali, limitazione della libertà di culto e persecuzione politica.
L’iter da seguire per inoltrare una regolare richiesta di asilo è un percorso che prevede non poche pratiche burocratiche da espletare al fine di non incorrere in un respingimento. Oltre a ciò, è opportuno tenere presente che, non essendoci una regolamentazione unica in merito all’accoglienza dei rifugiati, talvolta possono verificarsi differenze di attuazione della norma generale tra i vari enti preposti.
In ogni caso il primo passo per inoltrare una richiesta d’asilo è quello di effettuare la domanda presso la Polizia di Frontiera o ad una Questura. In seguito, è necessario compilare un apposito modello e recarsi presso la Commissione Territoriale competente che, dopo aver ascoltato le motivazioni del richiedente ed aver analizzato i documenti, si occuperà di riconoscere o negare il diritto di asilo. Ovviamente, i richiedenti vengono seguiti in ogni fase del procedimento dal personale preposto.

Tempistica per la richiesta di asilo:

La richiesta di asilo deve essere effettuata entro otto giorni dal momento dell’arrivo in Italia. In caso contrario, il richiedente non avrà la facoltà di accedere ai vari sistemi di accoglienza. A tale proposito, è opportuno fare presente che il termine di otto giorni non inficia in alcun modo la possibilità di richiedere asilo ma, piuttosto, compromette l’opportunità per il richiedente di godere dei servizi offerti dai sistemi di accoglienza per rifugiati e profughi.
Nonostante ciò, è importante tenere conto del fatto che l’esplicita volontà di non inoltrare la richiesta con celerità rappresenta, comunque, un elemento importante per la Commissione Territoriale. Qualora il richiedente dovesse inoltrare tardivamente tale richiesta, infatti, si troverebbe costretto ad addurre una giustificata causa per il ritardo. Al momento dell’inoltro della domanda, il richiedente deve mostrare alle autorità tutti i documenti di cui è in possesso in modo tale da consentire loro di poterne effettuare una copia.
Per quanto riguarda i tempi di attesa poi, quando si verificano situazioni di estrema emergenza come quello che l’Italia si trova a dover gestire ora, è impossibile fornire dati certi in merito alle tempistiche. Nell’eventualità in cui la richiesta venga accolta, al rifugiato viene riconosciuta di diritto la possibilità di accedere al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR).

Pubblicato in Focus

Scritto da

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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