La benzina rappresenta ormai un incubo per gli italiani visti i picchi raggiunti dal suo prezzo: si sfiorano quasi i 2 euro al litro per la verde mentre il diesel, un tempo fonte sicura di risparmio, si posiziona di poco sotto con un risparmio di circa 10 centesimi per ogni litro. Roba da poco.
Ebbene al caro benzina ed al seguente calo di consumi che ne stava derivando, le multinazionali hanno iniziato a rispondere con provvedimenti mirati e strategie di marketing opportunamente studiate: la prima azienda a muoversi in tal senso è stata la Fiat, non quindi una azienda direttamente impegnata nella distribuzione.
Negli scorsi giorni la storica società torinese ha presentato una campagna volta a combattere il calo di acquisti di vetture mettendolo in relazione con il prezzo della benzina mai così alto: per essere vicina ai consumatori in questi tempi duri di crisi Fiat ha infatti stretto un accordo con la Ip (gruppo Api) per bloccare il prezzo di benzina e gasolio a un euro al litro fino al 31 dicembre 2015.
In sostanza, chi acquista un veicolo Fiat potrà usufruire di un prezzo bloccato per la benzina fino a dicembre 2015: 1 euro al litro, qualunque cosa dovesse succedere da qui a quella data sui mercati dei carburanti, riportando quindi i prezzi al livello del 1999. Fin qui la Fiat, che con la benzina ed il prezzo del gasoli ha direttamente poco a che fare.
In questo articolo parliamo di:
Le iniziative dei gestori:
Ed i gestori di carburante? Nelle scorse ore ha preso piede (riscuotendo un discreto successo) l’iniziativa del gruppo Eni con il super sconto nel week end che ha diviso consumatori e compagnie: l’iniziativa Riparti con Eni prevede infatti uno sconto di 20 centesimi nei fine settimana dal 16 giugno al 2 settembre su benzina e gasolio al self service ed ha finito per creare una spaccatura netta tra consumatori (beneficiari dell’iniziativa) e concorrenti (penalizzati).
L’ombra gettata riguarda il fatto che Eni (che, lo ricordiamo, è leader del settore poichè detiene oltre il 30% del mercato), ha il Ministro del Tesoro come azionista di riferimento: i gestori delle pompe e le altre compagnie paventano un’operazione come un qualcosa che va contro il libero mercato; i consumatori naturalmente l’ hanno accolta come manna dal cielo oltre che come un gesto importante e che può finalmente innescare il meccanismo della concorrenza con conseguente abbassamento da parte delle altre compagnie.
Un plauso è arrivato da parte del Codacons che sottolinea come “Da tempo il Codacons aveva chiesto al Tesoro di spingere l’ENI a svolgere una funzione di calmiere e di concorrenza sul fronte dei carburanti. Finalmente qualcosa si muove“, ma chiede di estendere la promozione Riparti con Eni “anche ai giorni di maggior esodo degli automobilisti, ossia il 31 luglio e l’1, il 14, il 24 e il 31 agosto, così da consentire ulteriori ed effettivi risparmi alle famiglie in viaggio”.
Inizia la guerra dei prezzi:
Al parere favorevole dei consumatori fa da contraltare quello negativo dei gestori: per la Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante) si tratterebbe di “Una iniziativa certamente ‘unica’, tanto da sembrare il frutto di un inciucio ad altissimo livello cui non pare del tutto estraneo il rapporto tra lo Stato e la ‘sua’ azienda petrolifera, condizione che gli altri competitori del mercato non possono certo vantare”. In sostanza la concorrenza non sembra essere troppo entusiasta: e corre ai ripari.
La prima a rispondere all’Eni è stata la Q8: la compagnia ha annunciato a sua volta un consistente taglio dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio, sempre durate i fine settimana, andando addirittura a superare quanto proposto dall’Eni. Per la Q8 si tratterebbe di un prezzo fissato 1,595 euro/litro per la super e 1,495 euro/litro per il Diesel dalle 24:00 del venerdì alle 7:00 del lunedì per il rifornimento in modalità self service nelle stazioni Q8 Easy.
Uno sconto sostanziale che la Q8 stessa ha commentato etichettandolo come un provvedimento ”a difesa dei propri investimenti in Italia”: in sostanza, un atto dovuto per non cadere sotto i colpi della concorrenza.
Stesso identico provvedimento, e con i medesimi prezzi della Q8, per il gestore Esso (almeno -21 cent euro/litro rispetto al prezzo provinciale consigliato servito, da sabato alle 13.00 fino al lunedi mattina). Primo risultato evidente di questa guerra dei prezzi sono state le reazioni da parte dei competitor piu’ tradizionalmente aggressivi sul mercato, vale a dire le no-logo, che hanno praticato da subito prezzi simili (1,499 e 1,599 euro/litro) e comunque più bassi rispetto a prima. Naturalmente tutte le offerte in questione riguardano i distributori che aderiscono all’iniziativa, fattore che può causare discrepanze tra diverse zone.
I consumatori guardano con interesse:
La guerra dei prezzi sembra essere cominciata; a trarne beneficio naturalmente (una volta tanto), i consumatori: che sia una svolta definitiva? (ammesso, e non concesso, che i prezzi ridimensionati possano esser considerati una svolta: 1,5 euro al litro per il diesel e 1,6 per la verde resta comunque un costo notevole).
Secondo alcuni, non è una deriva destinata a durare se è vero che lo stesso presidente dell’Assopetrolieri, Pasquale De Vita, ha annunciato che questo non è un periodo florido e non è un segnale che i petrolieri possono permettersi sconti folli.
In sostanza potrebbe trattarsi di una buona notizia solo momentanea e a breve le cose potrebbero tornare come prima; anche in vista, e questo lo aggiungiamo noi, dell’arrivo delle vacanze estive con annessi esodi verso le mete tursistiche: circostanza in concomitanza della quale, storicamente, in Italia i prezzi dei carburanti lievitano a vista d’occhio.