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Spesometro, ancora polemiche: chi è escluso e chi no

Lo spesometro non sarà obbligatorio per le pubbliche amministrazioni le quali saranno quindi esentate dal dover comunicare le operazioni rilevanti ai fini Iva per gli anni 2012 e 2013; è l’ultima novità in materia di Fisco arrivata proprio in queste ore con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che probabilmente farà discutere.
Lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri organismi di diritto pubblico saranno quindi esentate dall’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva per gli anni 2012 e 2013. A decorrere dal 1° gennaio 2014, si legge nel provvedimento, tali soggetti sono obbligati alla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva non documentate da fattura elettronica.
Il provvedimento emanato va a modificare quello precedente datato 2 agosto 2013 e va quindi a posticipare al 2014 l’obbligo di comunicazione circoscrivendolo inoltre ai casi di operazioni non documentate da fatture elettroniche.
Le motivazioni di tale decisione sono da rinvenire nel fatto che la legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196/2009) sancisce che gli enti pubblici introducano progressivamente il piano dei conti integrato, insieme alle regole contabili di natura civilistica, e in base a questo nuovo sistema di contabilità le pubbliche amministrazioni potranno superare le difficoltà emergenti connesse all’individuazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva.
Da segnalare che per le pubbliche amministrazioni era stato già previsto l’esonero dallo spesometro per quel che riguardava le operazioni effettuate e ricevute nell’ambito di attività istituzionali, diverse da quelle che costituiscono esercizio d’impresa.

 

Come funziona lo Spesometro:

Ma cos’è lo spesometro e per quali fini è stato pensato? In estrema sintesi e senza entrare troppo nel linguaggio tecnico lo spesometro è uno strumento nato per combattere l’evasione fiscale in quanto permette di tracciare le spese rilevanti ai fini Iva eseguite dagli operatori finanziari attraverso bancomat e carte di credito per importi totali superiori ai 3.600 euro.
In sostanza uno strumento nato per controllare i pagamenti oltre una certa soglia al fine di monitorare le spese dei cittadini per andare a scovare i contribuenti che spendono più di quanto guadagnano (o, per dirla meglio, più di quanto dichiarano). Chi ha un tenore di vita non in linea con quanto dichiarato al Fisco deve dunque temere ed aspettarsi controlli.
A compilare lo spesometro sono chiamati tutti i titolari di partita iva ed i professionisti (escluso chi aderisce al regime dei minimi) che siano residenti fisicamente in Italia; le operazioni oggetto dello spesometro in un primo momento includevano tutte le vendite effettuate a cittadini privati per un importo pari o superiore ai 3600 euro.
Soglia a partire dalla quale il venditore è tenuto ad acquisite non soltanto i dati anagrafici dell’acquirente ma anche il codice fiscale. Con la seconda e definitiva versione dello spesometro, ad essere raccolti saranno anche i dati relativi agli scambi tra operatori commerciali senza più il limite precedente dei 3000 euro più iva.

 

Protesta dei cittadini ‘normali’:

Da segnalare che, alla soglia della prima scadenza fissata per il 12 novembre (data entro la quale i contribuenti devono comunicare le operazioni rilevanti ai fini iva), commercialisti e consulenti del lavoro con i loro rispettivi Ordini stanno spingendo affinchè venga concessa una proroga poiché, sostengono, lo spesometro è troppo complesso.
La versione definitiva della modulistica sarebbe infatti stata messa a disposizione relativamente tardi così come le relative procedure di controllo per l’invio telematico. Vi sarebbero poi altri dubbi in tema di compilazione della spesometro che farebbero propendere per una proroga.
Proroga che, come detto ad inizio articolo, è intanto arrivata non per aziende e privati ma per le pubbliche amministrazioni per le quale ogni grattacapo derivante dallo spesometro è rinviato a partire dal 2014.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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