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Produzione di vino: Italia in calo, sale la Francia

Quando si apre il capitolo dedicato al vino, si chiama in causa un mondo ricco di sfaccettature, relative, oltre che al gusto, anche all’economia, alla convivialità, alla cultura. Il mondo del vino genera un giro d’affari enorme a livello globale, coinvolgendo molte realtà economiche e produttive. La produzione vitivinicola non si limita alle sole cantine: accanto ai produttori, ci sono enologi, distributori, ristoratori e un vasto indotto che va dalle tecnologie di vinificazione al turismo enogastronomico.

Paese con la più alta produzione di vino

L’indotto economico legato al settore vitivinicolo (al riguardo suggeriamo di visitare il sito winemeridian.com per conoscere le news sui mercati del vino) ha un impatto rilevante sull’occupazione, sullo sviluppo dei territori e, di conseguenza, sull’economia di molti paesi. Qual è il Paese che, per quanto riguarda l’ambito produttivo, occupa la prima posizione a livello mondiale?
Lo scorso anno, la risposta a questa domanda è cambiata. L’Italia, da sempre riferimento unico al mondo quando si parla di vigneti, è stata infatti superata dalla Francia. A ufficializzare questo dato ci hanno pensato, nel settembre dello scorso anno, gli esperti di Coldiretti.
Nel 2023, si è parlato, per il nostro Paese, di un calo della produzione vinicola attorno al 14%, con un passaggio da 50 a 43 milioni di ettolitri tra il 2022 e lo scorso anno. Questi numeri hanno decretato l’anno 2023 il peggiore per la vendemmia italiana dal 2017 (un quadro altrettanto negativo è stato riscontrato prima nel 2007 e, andando ancora indietro nel tempo, nel 1948).

La Francia supera l’Italia

Lo scorso anno, nonostante le oggettive criticità causate dalle infestazioni della peronospora, la principale malattia trofica della vite, e dall’alto livello di siccità, la Francia ha concluso la vendemmia con numeri superiori rispetto a quelli del Bel Paese. Si parla di circa 47 milioni di ettolitri, un risultato che rientra alla perfezione nei numeri medi degli anni compresi tra il 2018 e il 2022. Terza posizione per la Spagna, con un risultato, per la vendemmia dello scorso anno, pari a più o meno 36 milioni di ettolitri.

L’importanza della valorizzazione della produzione vitivinicola italiana

Da quando, lato quantitativo, la Francia ha tolto lo scettro di primo produttore di vino al Bel Paese, in diversi hanno detto la propria in merito. Numerose voci esperte attive nel campo dell’enologia hanno posto l’accento sull’importanza di valorizzare la produzione vitivinicola dell’Italia, che si contraddistingue per caratteristiche uniche al mondo.
Nell’elenco è possibile includere, giusto per citare uno degli esempi principali, la presenza di ben 635 varietà diverse iscritte al registro viti. Numeri alla mano, si parla del doppio rispetto alle cifre francesi. Altri record per il nostro Paese dal punto di vista del vino riguarda il fatto che più o meno il 70% dei vini italiani sono etichettati come Doc, Docg e Igt.

  • Nella prima categoria è possibile includere oltre 300 vini. Sotto il cappello della seconda, invece, compaiono 76 vini.
  • Per quanto riguarda le bottiglie Igt, si parla, invece, di ben 118 vini.

I numeri dell’export

A dimostrazione del fatto che, nonostante il superamento da parte della Francia dal punto di vista della quantità del vino prodotto, il quadro italiano si mantiene a ottimi livelli ci pensa l’export. Quest’ultimo coinvolge anche la Francia – nel 2023, per amor di precisione, il principale Paese dove sono state vendute le bottiglie italiane è stato gli USA – contesto nazionale dove, numeri alla mano, si beve una quantità sempre più interessante di vini italiani.
Per i prossimi anni, si prospetta una crescita dell’export dei vini del Bel Paese. Si prospetta un incremento attorno al 2,9% annuo, fino ad arrivare, entro il 2026, a un probabile giro d’affari di 8,5 miliardi di dollari. Alla base di queste previsioni, troviamo le prospettive relative al probabile aumento, a breve, del consumo di vino in UK e in USA.

Pubblicato in Archivio Notizie

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Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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