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Perche in Italia il prezzo del pellet è schizzato in alto

Il pellet non è più un modo conveniente per riscaldare la propria casa in Italia, visto il drammatico aumento dei prezzi riscontrato di recente. Se l’anno scorso era possibile acquistare pellet, se si era fortunati, a meno di 5 euro, oggi si può arrivare a spenderne anche 15, il triplo. Quali sono le cause di questo incremento?
I costi di produzione sono aumentati in modo sostanziale, così come i costi energetici e quelli relativi al trasporto; in sostanza le ricadute dell’invasione russa dell’Ucraina sono il motivo principale per cui il prezzo dei pellet è aumentato così vertiginosamente quest’anno, sebbene l’aumento dei costi di produzione e trasporto sia solo una parte della problematica.

Perché il prezzo pellet aumenta

La domanda italiana sia di pellet che di legno in generale supera di gran lunga i suoi livelli di produzione interna, quindi il paese dipende fortemente dalle importazioni. Le sanzioni contro il legname dalla Russia e dalla Bielorussia e la riduzione delle forniture dall’Ucraina hanno provocato direttamente una contrazione del 10% del mercato italiano del legname. La riduzione dell’approvvigionamento di materia prima da questi paesi, la cui lavorazione crea i sottoprodotti (es. trucioli di legno e segatura) utilizzati per produrre pellet di legno, ha anche messo un freno alla produzione nazionale di pellet.
I paesi che in precedenza importavano grandi quantità di legname russo, come il Regno Unito e gli stati baltici, hanno ridotto significativamente le loro esportazioni per soddisfare il fabbisogno interno, quindi il prezzo sia dei pellet che della legna da ardere da quei paesi è aumentato in modo significativo.

L’aumento dei costi di produzione

Nel frattempo, i prezzi del gas fuori controllo significano che queste carenze hanno coinciso con l’aumento della domanda da parte dei clienti alla ricerca di fonti di energia alternative: non solo le abitazioni private, ma anche gli impianti industriali, che possono facilmente superare i singoli consumatori.
Le spese energetiche rappresentano circa il 40% del costo di produzione del pellet, poiché i trucioli di legno e la segatura devono essere riscaldati ed essiccati prima di poter essere lavorati. Questi maggiori costi di produzione vengono trasferiti al consumatore finale. Tutto ciò in aggiunta al fatto che l’interesse degli europei per le stufe a pellet è comunque aumentato negli ultimi anni, con l’UE che ha registrato un aumento medio del 10% del numero di stufe a pellet e caldaie a legna utilizzate ogni anno.

Le aziende fanno comunque speculazione

Tutti questi fattori hanno contribuito a creare una tempesta perfetta che ha fatto salire il prezzo del pellet da due a tre volte il costo normale; il che non significa che non ci sia stato anche un po’ di speculazione sui prezzi da parte delle aziende che cercano di incassare di più da tale situazione.
Per ridurre il costo del pellet in futuro, l’Italia dovrebbe concentrarsi sull’aumento della produzione interna per soddisfare la crescente domanda del Paese. Sarebbe questa la soluzione ideale per far tornare il prezzo del pellet in un range accettabile.

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Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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