Dopo tantissimo tempo che si parlava dell’assoluta urgenza di una legge che ponesse un freno alla corruzione dilagante, soprattutto quella che vedeva come protagonista cricche legate al sottobosco politico e di governo, subito dopo la metà del Febbraio di quest’anno il premier Berlusconi faceva uno dei suoi soliti annunci solenni a proposito di un apposito disegno di legge:
“Siamo stati tutti insieme concordi di farlo più articolato: la prossima settimana penso che sarà pronto. Sono stato io a volerlo, io a proporlo e io poi, a seguito della discussione approfondita che si è svolta in Cdm, a ritenere che poteva essere migliorato”.
Nel Paese i tantissimi cittadini che avevano immediatamente pensato all’ennesima promessa poltica non mantenuta non si sbagliavano: da quel tempo, infatti, tutto tace e le cricche continuano a prosperare indisturbate. A quell’ epoca, ricordiamo, tra le tante perplessità di parte del mondo politico c’era stato un intervento del leader dell’ Idv, Antonio Di Pietro, che aveva intrapreso il solito botta e risposta con il premier fatto di reciprochi e continui attacchi: “Denunciamo l’ennesima truffa elettorale – aveva detto Di Pietro – Se davvero vuole fare una lotta alla corruzione deve fare un decreto legge e non un disegno di legge che serve soltanto per tirare a campare in attesa che le elezioni si svolgano”.
Una legge impedirebbe scambi e favori:
Forse la verità è che nel gioco degli appalti e delle commesse statali è in palio la possibilità di un consenso elettorale troppo utile per finalità politiche inconfessabili e una severa legge che regoli tale settore impedendo scambi e favori potrebbe rivelarsi estremamente dannosa per chi manovra carte e situazioni ad esso legate.
Nè di questi tempi, con probabili nuove elezioni all’orizzonte, è conveniente per la maggioranza politica italiana premere l’acceleratore sui tempi: molti pacchetti di voti per essere azionati attendono un corrispettivo che è sempre meglio tenere pronto nel cassetto.
Poi non è detto che una nuova legge risolva il problema perchè, come ha scritto Brecht ne “L’opera da tre soldi”: “la legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarle“.