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Le mosse dei costruttori auto dopo le decisioni green dell’UE

Le tematiche ambientali sono ormai al centro degli obiettivi da raggiungere nel breve e lungo periodo dall’Unione Europea, con l’intento di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e rendere il Pianeta un luogo più vivibile, soprattutto per le nuove generazioni.
In questo senso, l’Ue ha dato vita ha diverse iniziative riguardanti la sostenibilità che hanno coinvolto ogni settore, con le aziende che hanno incominciato a cambiare notevolmente i propri processi produttivi e la propria offerta per farsi trovare pronti alla definitiva attuazione delle soluzioni messe in campo dal Vecchio Continente.
Anche il settore dell’automotive si sta preparando ad affrontare quella che forse può essere definita la sfida del secolo, dopo la decisione dell’UE in merito alla produzione dei veicoli inquinanti.

Lo stop dell’UE ai veicoli diesel e benzina

Lo scorso febbraio, come noto, i Paesi membri dell’Unione Europea hanno votato favorevolmente per lo stop alla produzione di veicoli a diesel e benzina a partire dal 2035 per riuscire a raggiungere l’ambizioso obiettivo di 0 emissioni di CO2 in Europa entro il 2050. Un progetto che andrà avanti per fasi e che verrà riesaminato nel 2026.
Il primo step è relativo all’abbassamento delle emissioni pari al 55% per le auto e del 50% per i veicoli commerciali (furgoni) alimentati da motore termico. Nel frattempo, nel 2025, l’UE pianificherà nuove metodologie per la valutazione e la comunicazione dei dati di CO2 durante il ciclo di vita di questi mezzi, mentre nel 2026 verranno verificate le discrepanze tra i valori di anidride carbonica limite e l’effettivo consumo di carburante, per poi indicare ai costruttori del settore automotive il modo per poterlo riportare entro quanto stabilito.
Nello stesso anno in cui la UE si riunirà per analizzare l’avanzamento della proposta e riesaminarla, si prenderà in considerazione anche la possibilità di esentare dallo stop le auto ibride, a patto che il motore termico sia alimentato da eco-carburanti. Parallelamente ogni due anni, verrà presentato un report sulla situazione con una relazione sulla mobilità green in Europa.
Lo stop entro il 2035 non riguarderà i costruttori con una produzione inferiore alle 1000 unità annuali, mentre per quelli con una produzione compresa tra 1000 e 10000 auto e tra 1000 e 22000 furgoni beneficeranno di una deroga fino al termine dell’anno in oggetto. I pullman ad alta percorrenza, i rimorchi e gli autocarri, invece, dovranno abbattere le emissioni di CO2 del 90% entro il 2040.

Auto green: come cambia il mercato automotive

Come accennato in precedenza, alla luce di queste decisioni dell’Unione Europea, il mercato automotive dovrà adeguarsi in tempi molto rapidi, abbassando considerevolmente la produzione di veicoli diesel e a benzina, anche in ottica di impossibilità di rivendita da parte dei proprietario che vedranno una pesante svalutazione del valore delle loro auto alimentate a motore termico.
Fortunatamente, molti brand si sono mossi in anticipo e già da molti anni offrono la possibilità di acquistare auto elettriche e ibride, con diversi modelli a disposizione a seconda delle singole esigenze dei propri clienti. Tra i marchi che possiamo citare troviamo certamente Suzuki, nota casa automobilistica giapponese che nell’ampio catalogo offerto contempla molte auto totalmente alimentate a batteria o quelle che sfruttano la tecnologia ibrida, rispondendo anche a un aumento di richiesta di questa tipologia di veicoli da parte dei cittadini, come constatato ad esempio dai livelli di vendita di Suzuki Firenze, che in Toscana ha fatto registrare un’impennata di acquisti di auto green, in linea anche con l’andamento della sostenibilità nella Regione, tra le più “verdi” d’Italia.
Anche altri marchi come Toyota, Ford, Fiat e Mercedes stanno dirottando la propria produzione verso i veicoli “non inquinanti” e, sebbene il nostro Paese sia ancora indietro in questo senso, gli ultimi trend di crescita fanno ben sperare per l’immediato futuro.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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