Seguici su:

-- La Vera Cronaca - Giornale online di inchieste, sociale, approfondimento politico e cronaca nera --

In primo Piano

Le nuove direttive per imposte di registro, ipotecarie, catastali e di bollo

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2/E, un documento guida...

Disturbi alimentari: una realtà complessa. Crescono in Italia

I disturbi alimentari (DCA) rappresentano un insieme di condizioni psicologiche ...

Cura del cane e problema dei costi: come ridurre la spesa

Prendersi cura di un cane richiede attenzione, impegno e inevitabilmente comport...

Incentivi pubblicità su stampa e web, al via credito d’imposta

Il settore dell’editoria e della comunicazione accoglie con favore l’...

Sicurezza digitale: crescono crimini informatici in Italia nel 2024

Il panorama della sicurezza digitale nel 2024 si tinge di tinte fosche, con un i...

Bonus bollette, come funziona lo sconto per le famiglie

Il governo italiano ha varato un pacchetto di interventi volti a mitigare l̵...

Cresce la domanda di corsi online: quali sono i più richiesti

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una vera e propria esplosione nella doman...

Carne coltivata, una rivoluzione nel piatto. Tutto quello che c’è da sapere

La carne coltivata, spesso definita “sintetica” o “in vitro...

Terapie laser in medicina, quali sono i rischi

Le terapie laser sono diventate sempre più diffuse in medicina grazie alla loro...

Gas, ancora aumenti in bolletta

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha annuncia...

La salute mentale in Italia: numeri e sfide

In Italia, una persona su sei deve affrontare disturbi psichiatrici, con ansia e...

Cremazione animali, cosa dice la legge e quali sono i costi

La cremazione degli animali da compagnia è una pratica sempre più diffusa in I...

Acciaio sinterizzato, quali vantaggi per ambiente ed economia

I processi di lavorazione dell’acciaio sono indispensabili per produrre parti ...

Referendum: Italia al voto su lavoro e cittadinanza, no autonomia differenziata

Gli italiani saranno chiamati alle urne tra aprile e giugno per esprimersi su ci...

Acquisti online, consigli per farlo in sicurezza

Lo shopping online ha stravolto le abitudini dei consumatori di ogni latitudine ...

Articoli più letti

Sito gemellato con:

Lucidamente

Seguici su Facebook

Archivio Notizie

Letto 6145 Volte
Condividi

Italia in fallimento: ogni 2 ore chiudono 3 imprese

In Italia ogni giorno falliscono 35 imprese; ogni due ore sono in tre a chiudere ed i dati da inizio anno parlano di 5.334 totale di imprese chiuse nei primi 5 mesi del 2013, vale a dire 284 in più (+5,6%) rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente.
Numeri da ecatombe ed a fornirli è Unioncamere, l’ Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. A calare sono i consumi che, sempre secondo Unioncamere, sono fermi al palo anche per quel che riguarda i generi di prima necessità mentre parallelamente a rendere ulteriormente fosco il quadro di insieme sono i troppi crediti che spesso le imprese non riescono a riscuotere facilmente.
Tornando alle imprese che chiudono, i settori maggiormente interessati sono quello ma manifatturiero (1131 fallimenti), edilizio costruzioni (1.138 fallimenti) e il commercio inteso sia come dettaglio che ingrosso (1.203 fallimenti). Seguono le attività immobiliari, anch’esse al centro della tempesta con un incremento del 117,4% di istanze ed una crescita di domande di concordato (proposte che vengono presentate dai creditori) di +277,3% per le attività immobiliari, +141,7% per le costruzioni.
Più in generale le domande di concordato crescono in tutti i settori; queste risultano essere triplicate rispetto al 2012, sintomo evidente di un malessere economico sempre più diffuso. E segno che, spesso, le imprese chiudono non solo per debiti ma anche per crediti che non si riescono a riscuotere. Secondo il rapporto di Unioncamere, nessuno rispetta più le tempistiche e i clienti delle imprese (non solo lo Stato ma, talvolta, anche altre imprese e quindi privati) non pagano.

 

Le città con più fallimenti di aziende:

Detto dei diversi settori più interessati dai fallimenti, analizzando la situazione da un punto di vista geografico territoriale emerge subito una particolarità: il disagio è il medesimo tanto al malandato sud quanto al ricco nord. Un paese estremamente diviso tra settentrione e meridione per una volta sembra essere sulla stessa linea.
La città con il maggior numero di fallimenti è infatti Milano con il 10% di tutti i fallimenti; ben 525 in tutto nei primi 5 mesi del 2013 presi ad esame. A seguire vi è Roma con 466 fallimenti, Napoli con 217, Torino con 209, Brescia e Firenze a 143 fallimenti.
Si tratta naturalmente di grandi città dove è concentrata una grande quantità di imprese e di conseguenza il numero di fallimenti è altrettanto elevato. La tendenza è la medesima anche a livello di regioni, se pensiamo che al primo posto per numeri di fallimenti troviamo la ricca Lombardia (1211 fallimenti totali) seguita da Lazio (595) e Veneto (454). Le regioni che hanno riscontrato il rialzo più marcato rispetto al loro stesso risultato dell’anno precedente sono Toscana (+38,2%), Calabria (+24,4%) ed Emilia Romagna (+15,1%). 

 

La protesta del settore edilizio:

Una crisi estremamente diffusa e che non risparmia nemmeno le aree più ricche del paese; al riguardo proprio in queste ore sta andando in scena la seconda ‘Giornata della collera‘, che fa seguito a quella di alcuni mesi fa. I lavoratori del settore edilizio hanno manifestato in Piazza Affari di Milano contro quelle che vengono ritenute ‘vessazioni’ amministrative e burocratiche che stanno affossando il settore. In segno di protesta i caschetti gialli sono stati piazzati per terra a formare una serie di cerchi a spirale, metafora neanche troppo velata della crisi economica che attanaglia il settore.
La singolare protesta presenta anche un risvolto propositivo: le imprese del settore hanno infatti deciso di stilare un elenco di quelle che considerano essere le maggiori vessazioni (un elenco di 100 voci che va dalle varie procedure burocratiche alle varie autorizzazioni ecc…) accompagnando ogni voce con una concreta proposta di semplificazione.
Una protesta a metà tra provocazione e proposizione e che i vari esponenti del settore sperano possa servire a far smuovere qualcosa ponendo un argine al costante perire delle imprese cui in Italia si assiste ormai da troppo tempo.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: