Seguici su:

-- La Vera Cronaca - Giornale online di inchieste, sociale, approfondimento politico e cronaca nera --

In primo Piano

Le nuove direttive per imposte di registro, ipotecarie, catastali e di bollo

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2/E, un documento guida...

Disturbi alimentari: una realtà complessa. Crescono in Italia

I disturbi alimentari (DCA) rappresentano un insieme di condizioni psicologiche ...

Cura del cane e problema dei costi: come ridurre la spesa

Prendersi cura di un cane richiede attenzione, impegno e inevitabilmente comport...

Incentivi pubblicità su stampa e web, al via credito d’imposta

Il settore dell’editoria e della comunicazione accoglie con favore l’...

Sicurezza digitale: crescono crimini informatici in Italia nel 2024

Il panorama della sicurezza digitale nel 2024 si tinge di tinte fosche, con un i...

Bonus bollette, come funziona lo sconto per le famiglie

Il governo italiano ha varato un pacchetto di interventi volti a mitigare l̵...

Cresce la domanda di corsi online: quali sono i più richiesti

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una vera e propria esplosione nella doman...

Carne coltivata, una rivoluzione nel piatto. Tutto quello che c’è da sapere

La carne coltivata, spesso definita “sintetica” o “in vitro...

Terapie laser in medicina, quali sono i rischi

Le terapie laser sono diventate sempre più diffuse in medicina grazie alla loro...

Gas, ancora aumenti in bolletta

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha annuncia...

La salute mentale in Italia: numeri e sfide

In Italia, una persona su sei deve affrontare disturbi psichiatrici, con ansia e...

Cremazione animali, cosa dice la legge e quali sono i costi

La cremazione degli animali da compagnia è una pratica sempre più diffusa in I...

Acciaio sinterizzato, quali vantaggi per ambiente ed economia

I processi di lavorazione dell’acciaio sono indispensabili per produrre parti ...

Referendum: Italia al voto su lavoro e cittadinanza, no autonomia differenziata

Gli italiani saranno chiamati alle urne tra aprile e giugno per esprimersi su ci...

Acquisti online, consigli per farlo in sicurezza

Lo shopping online ha stravolto le abitudini dei consumatori di ogni latitudine ...

Articoli più letti

Sito gemellato con:

Lucidamente

Seguici su Facebook

Archivio Notizie

Letto 5343 Volte
Condividi

Istat: “1 italiano su 4 sperimenta la povertà”

È un quadro preoccupante quello che emerge dal rapporto annuale Istat reso pubblico da poche ore, nel quale si legge come nel decennio 2001-2010 l’Italia “ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i Paesi dell’Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro l’1,3% registrato dall’Ue e l’1,1% dell’Uem”.
Circa 1 italiano su 4 (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) “sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale” ed anche qui si tratta di un valore più alto rispetto alla media Ue (pari al 23,1%), mentre il 12,5% della popolazione (7,5 milioni) è a rischio povertà ed il 2,9% (1,7 milioni) si trova in condizione di grave deprivazione. Il 57% delle persone a rischio povertà (8,5 milioni) risiede nelle regioni meridionali.
Un quadro non edificante quello fornito dall’ Istat e che mette in risalto quanto sia delicato il momento che sta attraversando il nostro paese; numeri che certificano quanto detto e scritto in passato dalle pagine del nostro giornale, che ha analizzato e documentato a fondo come la povertà stesse investendo fasce sempre più ampie della popolazione (Reportage dai mercati rionali: la nuova povertà) (Una mattina alla mensa della Caritas).

 

L’impatto della crisi sull’occupazione:

Né questa tendenza sembra aver risparmiato il settore occupazionale; infatti, come si legge sempre dal rapporto, “In Italia l’impatto della crisi sull’occupazione è stato pesante. Nel biennio 2009-2010 il numero di occupati è diminuito di 532 mila unità” con un riscontro maggiore sui i giovani tra i 15 e i 29 anni, fascia d’età nella quale si registrano 501 mila occupati in meno, così come si è riscontrato, prendendo sempre come riferimento la medesima fascia di età, un aumento dei giovani che non studiano né lavorano; nel 2010 sono stati poco più di 2 milioni, vale a dire134 mila in più rispetto all’anno precedente.
Anche in questo caso la parte del Paese più colpita risulta essere il meridione, dove nel biennio 2009 – 2010 risiedeva più della metà delle persone che hanno perso il lavoro e dove l’occupazione si è ridotta di 280 mila unità;  la recessione ha colpito in maniera consistente anche il nord dell’ Italia, dove si contano 228 mila occupati in meno, mentre è stata più clemente nelle regioni del centro che, come si legge dal rapporto, “sono rimaste invece sostanzialmente indenni dalle ricadute della crisi”.

 

Un paese spaccato a metà:

Numeri reali che certificano una spaccatura all’ interno del Paese, oltre che una difficoltà conclamata della classe politica a prendere decisioni adeguate ed a mettere in pratica politiche efficaci per attenuare questa deriva intrapresa. Spaccatura che, tra l’altro, non è presente solo tra regione e regione ma anche, ad esempio, tra uomini e donne: sono 800 mila infatti, secondo il rapporto annuale Istat, le donne le donne licenziate o messe in condizione di doversi dimettere a causa di una gravidanza. Si tratta dell’ 8,7% delle madri che lavorano o che hanno lavorato in passato, con un incremento fino al 13,1% per le donne giovani sotto i 40 anni.
Altra spaccatura nel Paese per quanto riguarda i 2 milioni e mezzo circa di cittadini che, con limitazioni della salute, non sono raggiunti da alcun tipo di sostegno: per intendersi si parla di persone che vivono sole o con altre persone anche loro con limitazioni e il 37,6% di queste è residente nel Mezzogiorno.
Ultimo dato interessante che portiamo come riferimento, anche questo piuttosto esplicativo, riguarda il risparmio delle famiglie, da sempre base solida sul quale il nostro paese ha costruito, in passato, le proprie fortune ed al quale si guarda spesso per essere ottimisti sul futuro: secondo il rapporto Istat, il clichè che vede gli italiani come ‘formiche’ dedite al risparmio sta via via venendo meno con le famiglie italiane che, per salvaguardare il livello dei consumi, hanno progressivamente eroso il loro tasso di risparmio, “sceso per la prima volta al di sotto di quello delle altre grandi economie dell’Uem”. Lo scorso anno infatti la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 9,1%, “il valore più basso dal 1990”.
Un altro caposaldo che viene meno quindi, come quello delle imprese (altro punto di forza del made in Italy) il cui stock, secondo il rapporto Istat, “si è ridotto di 43 mila unità, per 363 mila addetti”; il che certifica quanto ci sarebbe bisogno, nel nostro paese, di un effettivo cambiamento e di misure concrete molto più degli slogan elettorali o dei tanti discorsi autoreferenziali che, da sempre, trovano nella nostra classe politica abili propositori e, nei cittadini, un buon terreno fertile.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: