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Evasione fiscale e anagrafe dei conti correnti. Ecco cosa cambia

Che gli evasori fiscali siano estremamente diffusi in Italia e che abbiano spesso avuto vita semplice nel frodare il paese è cosa alquanto risaputa; secondo l’ultimo rapporto di finanza pubblica della Corte dei Conti, negli ultimi tredici anni si è riuscito ad incassare soltanto l’11,6% del totale dell’attività di riscossione dovuta, per la precisione, su un totale di 596 miliardi di euro da recuperare si è riusciti a portare a casa una cifra pari a 69 miliardi circa. Un po’ pochino, e negli ultimi tre anni si sono riscontrati i risultati peggiori, segno evidente di un malcostume che non solo non accenna a diminuire ma anzi si rafforza.
Da questi dati si comprende quanto sia presente la problematica dell’evasione fiscale e come sia importante cercare di applicare misure adatte a combatterla; o quantomeno a circoscriverla il più possibile. Al riguardo sono stati diversi i tentativi messi in atto nel corso degli anni per arginare l’evasione: nel 2010 era stato inaugurato il redditometro; l’anno successivo era toccato allo spesometro; negli scorsi mesi era stata la volta di Serpico, il maxi cervellone per la lotta contro l’evasione fiscale la cui nascita era stata inserita nell’ articolo 11 del decreto Salva Italia del 2011.
Ebbene proprio in virtù di quel decreto oggi la lotta agli evasori fiscali si dota di una nuova arma specifica e che dovrebbe creare ulteriori grattacapi a chi è intenzionato a frodare il Fisco: si tratta dell’anagrafe dei conti correnti, un archivio nel quale confluiranno i dati relativi ai rapporti che intercorrono tra i cittadini italiani, e qualsiasi istituto finanziario.

 

Focus su tutti i rapporti finanzari:

Un controllo serrato ed un focus su identificativi e movimenti di tutti i rapporti finanziari che le varie banche e società finanziarie hanno intrattenuto con i cittadini; si va dai semplici conti correnti, conti deposito e carte di credito e si arriva fino a fondi comuni di investimento, fondi pensione, Poste, cassette di sicurezza, operazioni di acquisto o vendita di oro ecc… niente sfuggirà al Fisco in riferimento ai movimenti effettuati dagli italiani in questi settori.
Riferirsi al passato è quanto mai d’obbligo, perché nell’anagrafe dei conti correnti saranno presi in esame i dati e movimenti registrati a partire dal 2011; per tutti gli intermediari finanziari interessati al provvedimento vi sarà infatti tempo fino al prossimo 31 ottobre per raccogliere e comunicare al Sid (Sistema Informatico Dati) tutti i dati relativi ad ogni tipo di movimentazione riferiti per l’appunto all’anno 2011.
I dati relativi al 2012 dovranno essere invece comunicati entro marzo 2014; a partire dai dati relativi al 2013 e agli anni a seguire, la data ultima entro la quale si dovrà inviare la comunicazione è fissata al 20 aprile dell’anno successivo.

 

Liste di sospetti evasori e privacy:

Un provvedimento piuttosto stringente come si comprende, e potenzialmente uno strumento potentissimo al punto che in molti sono rimasti quantomeno perplessi (per usare un eufemismo): per alcuni il provvedimento sancisce de facto la fine del segreto bancario in Italia; se fino ad oggi infatti gli ispettori del Fisco avevano avuto accesso ai dati dei conti bancari esclusivamente nel caso di un precedente accertamento sulla base di sospetti fondati, con l’introduzione dell’anagrafe dei conti correnti ed a partire da ottobre il procedimento sarà esattamente l’inverso; l’accertamento potrà infatti partire a seguito dei dati acquisiti dall’analisi dei conti correnti e delle operazioni finanziarie di cui sopra.
Un meccanismo sostanzialmente ribaltato, e che prevede che l’ Agenzia delle Entrate dovrebbe, partendo da questi dati, stilare delle “specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione”; fatto che ha destato un allarme piuttosto diffusi in coloro che vedono in questa operazione un possibile danno alla privacy. Lo stesso Garante della Privacy si è espresso pretendendo che il processo di acquisizione dei dati non vada a ledere i diritti dei cittadini in termini di privacy e che tutto garantisca massimo anonimato oltre che tutela della riservatezza.

 

Il meccanismo dell’anagrafe tributaria:

Andando ad analizzare nel tecnico il meccanismo di invio dati della anagrafe telematica, questo avverrà tramite un canale diverso rispetto a tutti quelli tradizionali di scambio di informazioni e funzionerà in via del tutto automatica, ovvero senza l’intervento diretto del personale. Tutte le informazioni necessarie saranno compresse, criptate e inviate tramite un canale telematico appositamente creato tra le banche e l’amministrazione fiscale.
In questo modo si cercherà di tutelare i consumatori in materia di privacy, questione che sappiamo essere estremamente delicata e nascondere sempre insidie.
Argomento che riguarda da vicino anche i beneficiari del cosiddetto scudo fiscale, vale a dire coloro che hanno usufruito del provvedimento del 2009 che ha agevolato il rientro di capitali in Italia. Ebbene, in base a quel provvedimento si era andati a garantire l’anonimato per favorire il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività finanziarie e patrimoniali illegalmente detenute all’estero fino al 31 dicembre 2008.
L’anonimato per chi rimpatriava i capitali
era stato garantito, di conseguenza l’Agenzia delle Entrate non può cambiare ora le carte in tavola e sta vagliando una soluzione specifica per i cittadini che erano stati interessati da quel provvedimento; per  questi conti le banche potrebbero anche solamente limitarsi ad indicarne l’esistenza. Come dire, anche in questo caso chi deteneva patrimoni all’estero in maniera illegale potrebbe essere favorito nei confronti  di chi ha rispettato la legge.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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