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Crisi e ripresa: l’export da solo non basta

“Anche se a luglio le esportazioni su base annua sono cresciute del 12,2%, come avevamo previsto, dopo un ottimo primo semestre (+12,6%), il made in Italy comincia a manifestare qualche segnale di rallentamento della crescita e a luglio il dato destagionalizzato rispetto a giugno ci dice che si è registrata una contrazione dello 0,6%, un piccolo segnale di sofferenza che ci porta ad affermare, ancora una volta, che l’export da solo non può bastare per trainare l’economia italiana e che la crisi economica, seppur nella sua fase più acuta è alla nostre spalle, deve sempre farci restare vigili perché potrebbero esserci altri contraccolpi nella parte finale dell’anno”.
È quanto ha affermato Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, commentando i dati Istat.

 

Export italiano: soprattutto verso paesi extra UE

“Il contesto internazionale –ha aggiunto Urso,– non è per nulla consolidato e registra da una parte il rallentamento della ripresa americana e dall’altra la prevedibile contrazione europea dovuta a politiche di austerità. Questo clima di incertezza non aiuta certamente il made in Italy a brillare come ha fatto nella prima parte dell’anno e lo sospinge verso nuove rotte commerciali più promettenti.
Così l’export continua a puntare soprattutto verso i paesi extra Ue dove si è registrata a luglio una crescita del 16,7% e in determinate aree del mondo come il Mercosur (+49,8%), la Cina (+48,5%), la Russia (+21,4%) e la Turchia (+28,8%), segno che le politiche di promozione e di indirizzo che abbiamo messo in campo in questi anni cominciano a dare i loro frutti.
Così come è positiva la ripresa dei consumi in Germania e Francia, nostri principali partner europei che permettono al nostro export di crescere rispettivamente del 14,6% e dell’11,6%. La Germania” – ha concluso il viceministro – “si dimostra il più significativo motore di crescita non solo nell’Unione Europea, cosa particolarmente importante per il nostro paese perché Berlino resta il nostro principale cliente”.
Nel mese di luglio 2010 il saldo della bilancia commerciale italiana è migliorato di 1,8 miliardi di euro, portando il passivo commerciale del periodo gennaio – luglio 2010 a 12,5 miliardi di euro. Questo deficit, come è noto, è generato soprattutto dal nostro pesante passivo energetico. Il saldo del settore manifatturiero, nel solo mese di luglio, risulta infatti positivo per 7,6 miliardi di euro, mentre il dato cumulato evidenzia un surplus commerciale di ben 25,8 miliardi di euro.

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