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Arredamento, cresce l’esigenza per la sostenibilità

La centralità delle tematiche ambientali sta coinvolgendo ormai da tempo tutti i settori commerciali italiani, in linea con la visione dei governi internazionali che hanno inserito la sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente all’interno delle proprie strategie politiche a breve e a lungo termine.
Non fa eccezione l’arredamento, un comparto che da sempre rappresenta per il nostro Paese un fattore determinante per la nostra industria manifatturiera e per la nostra economia in generale.
In quest’ottica, sono sempre di più le aziende che propongono mobili e arredi realizzati nel rispetto dell’ambiente, rispondendo alle esigenze dei consumatori che sempre con maggiore frequenza ritengono prioritario questo aspetto nell’acquistare i prodotti e i servizi di cui necessitano.

La sostenibilità nell’arredamento

La spinta verso una produzione sostenibile nel settore arredamento è ben evidenziata dal report GreenItaly 2022 redatto lo scorso dicembre dalla Fondazione Symbola e UnionCamere per fotografare la situazione e la crescita della Green Economy in Italia. Dal documento emerge che la filiera arredo-casa è ormai fortemente orientata verso una realizzazione di mobili nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità. Il 67% delle aziende impegnate nel comparto, infatti, fa uso di materie prime riciclate e nell’81% dei casi la produzione del legno avviene in modo sostenibile.

Materiali sostenibili e abbattimento emissioni

A questo si aggiunge una forte spinta verso l’abbattimento delle emissioni nocive durante i processi, con ingenti investimenti in ricerca e sviluppo per migliorare e implementare sistemi di approvvigionamento energetico basato su fonti rinnovabili, con il fotovoltaico che svolge il ruolo da protagonista. In particolare, grande attenzione è rivolta all’utilizzo di materiali ecosostenibili e 100% biodegradabili, con colle e vernici naturali, in linea con la nuova tendenza di arredo chiamata Low Impact Living.
Una situazione che riflette anche le abitudini dei consumatori, i quali ricercano online mobili e arredi sostenibili, con le query di ricerca “Arredamento Green” e “Design sostenibile” tra le più diffuse in questo campo. Proprio per questo, anche le aziende di mobili stanno modificando ormai da anni le proprie strategie comunicative e di marketing, puntando molto su questi aspetti e sull’importanza che può avere la green economy nell’arredare casa, senza però nulla togliere al senso estetico e alla funzionalità.

Il dati dell’arredamento in Italia

Come accennato in precedenza, l’arredamento fa parte dell’industria manifatturiera italiana, un settore trainante della nostra economia. Un comparto che sta vivendo importanti trend di crescita dopo il difficile periodo della pandemia da Covid19. A evidenziare il periodo positivo per l’arredamento, il documento del Centro Studi FederLegnoArredo che ha sottolineato una crescita del 12,7% della filiera nel 2022 rispetto al 2021, pari a un valore di produzione complessivo di 57 miliardi.
Il mercato interno vale circa 36 miliardi di euro, crescendo del 12,3%, mentre le esportazioni fanno segnare un +13,3% e rappresentano ormai oltre il 37% del valore dei fatturati del settore legno-arredo. Le performance migliori arrivano ovviamente dai distretti industriali specializzati in produzione di mobili su misura realizzati con approcci artigianali, vale a dire Lombardia, Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Basilicata e Puglia, mentre i Paesi maggiormente interessati a importare i nostri mobili sono la Francia, la Germania e gli Stati Uniti, e parallelamente si sottolinea la continua crescita di vendita anche in Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. La Cina, pur rimanendo un solido partner commerciale per il settore arredamento, negli ultimi anni, complice l’avvento della pandemia e le relative restrizioni, ha visto l’import dal Made in Italy crescere meno.
Per il 2023, gli esperti prevedono che a causa dell’inflazione, ma anche in virtù di una crescita esponenziale degli ultimi due anni, i fatturati vivranno una contrazione intorno al 1,8%, tenendo conto della fine dei bonus e agevolazioni in essere nel recente periodo.

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Scritto da

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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